• 01/04/2026 11:01

Deloitte: Italia prima in Ueper gli investimenti luxury

L’Italia è la prima destinazione in Europa per lo sviluppo del turismo di lusso. Lo dice Deloitte Real Estate & Hospitality nel suo studio ‘The Italian Luxury Hospitality. Time to Elevate?’, presentato in occasione del lancio di AURA – The Luxury Travel Event.

Secondo l’indagine di Deloitte, quindi, fra il 2026 e il 2029 i player del mercato del luxury travel, pensando a una destinazione su cui investire, per il 59% guardano all’Italia. In seconda posizione, decisamente staccata, con l’11% di preferenze, arriva la Grecia. A seguire tutti gli altri Paesi europei.

La Penisola, dunque, sale in cattedra. I perché sono noti: con un concetto di lusso che si sta spostando sempre più dall’hotel in sé all’esperienza, il Belpaese presenta degli atout che gli garantiscono una posizione privilegiata: cultura, paesaggio, accoglienza di alto e altissimo livello ma con un tono friendly e familiare, cibo e vino d’eccellenza.

Il quadro attuale

Oggi, come numero di hotel 5 stelle, la Grecia sorpassa l’Italia, con 835 strutture contro 771, mentre per quanto riguarda il numero di camere il leader resta la Grecia, seguita dalla Spagna e al terzo posto dall’Italia. In questo caso, sono i resort a fare la differenza: a fronte del numero delle strutture, la quantità di camere è superiore.

Per quanto riguarda l’Italia, oggi fra i territori è il Lazio a dominare come numero di hotel 5 stelle, con 109 strutture, seguita dalla Toscana, con 94 e dal Veneto con 79.

Le prospettive

Ma le prospettive di crescita indicano una diversa distribuzione fra i territori: se la pipeline al 2029 vede 104 nuovi hotel in arrivo nella Penisola per 9.600 nuove camere, l’area più gettonata risulta essere la Lombardia, seguita dal Lazio e dalla Sicilia.

Nell’analisi di Deloitte emerge anche un dato che offre una mappa dell’Italia più articolata rispetto alle aspettative: gli investimenti, infatti, non guardano solo e soltanto alle grandi e tradizionali città, ma si evidenzia un interesse per destinazioni secondarie con un forte potenziale. Forte l’interesse per i laghi, in particolare quello di Como, il mare, ma anche per aree interne purché dotate di identità forti.

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