• 06/11/2026 09:21

Il Tipografo di Amalfi, l’hotel-museo che parla di famiglia

Ci sono luoghi che risuonano storie. Quella che raccontiamo è la storia di Andrea, un bambino di soli nove anni che alla fine dell’Ottocento, come tanti della sua generazione, lascia Amalfi per il Nuovo Mondo. In America impara il lavoro di tipografo e, 25 anni dopo, torna a casa, rileva una tipografia locale e lancia la sua attività.

Alla fine degli anni Cinquanta acquista un terreno sempre ad Amalfi, immaginandovi una moderna tipografia. Ma il destino aveva altri progetti: l’attività si trasferì a Salerno e quel luogo rimase in attesa di una nuova storia da raccontare. Da quell’attesa nacque un albergo: negli anni Settanta apre l’Hotel dei Cavalieri, gestito dai figli di Andrea. E oggi, la storia torna sui suoi passi: l’hotel dei Cavalieri ha infatti riaperto nell’estate 2026, ma ha cambiato nome, volto e idea. Oggi Andrea, il protagonista di questa storia antica, diventa protagonista di una storia nuova, che porta il suo nome: Il Tipografo di Amalfi.

A raccontare la storia di Andrea e dell’hotel che porta il suo nome è un altro Andrea. Andrea De Luca, nipote del ‘tipografo’, è colui che ha ridato vita, luce e calore all’hotel di famiglia. Che ‘di famiglia’ vuole restare. “L’idea è proprio quella di essere accolti come in una casa di famiglia – spiega nel corso di AURA - The Luxury Travel Event – dove trovare servizi di alta qualità ma in un’anima smart”.

E della casa di famiglia la struttura da 40 camere ha tutta l’atmosfera: i pavimenti con le maioliche bianche e azzurre, che raccontano la storia della Costiera, sedute, mobili e oggetti di design anni Trenta e Quaranta, con una collezione di autentici Gio Ponti, Venini, Stilnovo, librerie anni Cinquanta, e ovviamente macchine tipografiche antiche.

E poi i quadri.

L’hotel si configura come un museo della Costiera: grazie alla collezione della famiglia De Luca, nelle stanze e nelle parti comuni vivono le opere dei paesaggisti della Scuola di Posillipo e degli artisti che hanno celebrato la Costa d’Amalfi, come Gaetano Capone, Raffaele d’Amato e Pietro Scoppetta. Accanto a loro, i maestri europei che si lasciarono incantare da questi luoghi e le ceramiche di Vietri sul Mare firmate da Richard Dölker e Irene Kowaliska.

“Abbiamo voluto creare un contenitore di arte, architettura e design – dice ancora De Luca -, uno scheletro poliedrico che risponda ai bisogni di diverse clientele, mantenendo però un understatement che ci consenta di far sentire gli ospiti come a casa”.

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