• 21/07/2026 15:40

La Sicilia di lusso: i doni dei Monaci delle Terre Nere

“L’ospite, mi creda, ha bisogno sì di staccare dal mondo, ma anche di essere visto. Vuole essere accolto come persona, non come il numero di una camera. Per questo la nostra accoglienza piace”. Racconta così Giovanna Manganaro, general manager dei Monaci delle Terre Nere, l’esperienza del resort di Zafferana Etnea, lontano da tutto e vicino a tutto, nato e cresciuto sulle pendici del vulcano di cui difende, con orgoglio, l’autenticità.

“Quando è nato, nel 2012, Monaci era un agriturismo con 6 camere. Poi, già nel 2018, si è passati a 19 camere e c’è stato l’ingresso in Relais & Chateaux, che ha cambiato il posizionamento sul mercato. Ma le potenzialità per diventare un’alternativa importante per rispondere alle esigenze del nuovo turismo di lusso c’erano fin dall’inizio”.

La g.m. Giovanna Manganaro

Monaci delle Terre Nere, infatti, coniuga i servizi d’alta gamma con la riconnessione con il territorio. Le camere e suite (25) sono distribuite su 25 ettari di tenuta, con un corpo centrale dove si concentrano 2 aree per la colazione, 4 ristoranti e un lounge bar, oltre a una piscina. E altre 7 piscine private sono collegate ad alcune delle suite, per chi desidera una privacy più completa.

“C’è spazio. Che è uno dei doni che Monaci offre ai suoi ospiti. Lo spazio per la privacy e lo spazio per esplorare le stesse produzioni della tenuta, che sono vino, olio e prodotti agricoli. C’è spazio per ‘ricaricare le batterie’, e noi sentiamo con forza la responsabilità di permettere a chi viene da noi di ritrovarsi” dice Manganaro.

Altro dono dei Monaci è il tempo. I ritmi sono ampi, le sistemazioni possono essere completamente privatizzate per vivere tempo di qualità con la famiglia, in totale libertà. “Abbiamo pensato anche alle famiglie con bambini. Per loro abbiamo pensato a esperienze che possano coinvolgere tutto il nucleo familiare, dalle cooking experience alla casa sull’albero, alla scoperta del mondo della campagna (nella tenuta sono presenti 300 galline, per la gioia dei più piccoli, ndr)”.

L’ultimo (o forse il primo) dono dei Monaci è, però, la relazione umana. “La differenza - dice la g.m. - la fanno le persone. Noi facciamo formazione interna, il personale studia il profilo degli ospiti per rispondere e anticipare i loro desideri, favoriamo l’interazione e questo ci viene riconosciuto. E i ringraziamenti che arrivano riguardano spesso, se non sempre, l’esperienza provata con le persone, che creano calore e autenticità”.

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