- 29/01/2026 12:20
Tra lusso e mete insoliteL’analisi di TTG Monitor
“L’IA non riduce il ruolo dei buyer, perché rimane centrale la conoscenza del cliente e la conoscenza degli interlocutori di un territorio con la sua proposta turistica, che si evolve continuamente”, questo il commento finale di Gloria Armiri, group exhibition manager Tourism & Hospitality Division di IEG alla presentazione dei dati TTG Monitor 2026 sul palco di Travel Innovation Day organizzato dagli Osservatori Travel Innovation e Business Travel del Politecnico di Milano.
“Il core business di TTG e la sua unicità è unire domande e offerta, quindi mettere in connessione buyer stranieri che vengono a TTG a incontrare e conoscere i fornitori del prodotto italiano. È a questi buyer che facciamo delle domande, elaborando le risposte nel TTG Monitor”, ha proseguito Armiri.
La scelta della destinazione
La scelta della destinazione in Italia è ancora fortemente legata a mete note e mature, ma “c’è una grande opportunità per quelle destinazioni Dupes, luoghi alternativi resi visibili magari da film o serie tv. È fondamentale, però, che questi luoghi siano accessibili dai trasporti e siano pronti a fornire ospitalità adeguata. Penso soprattutto al turismo organizzato, che muove numeri significativi” ha spiegato Armiri.
I dati TTG Monitor confermano la centralità dei social media e l’influenza dei content creator per la scelta delle destinazioni, con alcune tendenze interessanti che emergono: “La cosiddetta glowcation, quindi la vacanza legata alla skincare e bodycare e, all’interno del più generico driver food & wine, sempre centrale per chi sceglie il nostro Paese, vediamo affacciarsi il trend dell’oleoturismo, nel quale appunto l’olio diventa reason why turistica per raccontare la cultura di un territorio (il 31% dei buyer vede crescere questa domanda)” continua Armiri.
Sempre presente, nelle risposte dei buyer, la ricerca di destinazioni, strutture, esperienze che offrano opportunità di rallentare dal ritmo quotidiano: “I contesti naturali, la disconnessione, persino il silenzio, diventano prodotti da offrire a tutti gli effetti”.
Lusso come privilegio soggettivo
“Se l’anno scorso ancora ci chiedevamo come venisse usata l’IA nel turismo, quest’anno abbiamo ottenuto risposte più chiare: l’IA è ormai internalizzata e viene usata per organizzare e stendere la proposta di pacchetto turistico - illustra Armiri -. Il tempo che rimane libero è impiegato per lavorare sulla conoscenza del cliente e sulla personalizzazione dell’offerta (32% delle risposte)”.
Una questione centrale soprattutto per chi lavora nel segmento luxury travel, al quale TTG quest’anno dedica un evento specifico a fine ottobre a Firenze, il nuovo format Aura. “Il lusso è un driver di crescita centrale per l’Italia. I buyer ci hanno confermato che il 46% dei clienti è disposto a spendere come l’anno scorso e il 30% invece è incline a spendere di più. Questa fetta di mercato, però, non intende più il lusso come sfarzo, ma come opportunità di godere di privilegi soggettivi (72% delle risposte)” spiega Armiri. Tra questi: accessi privilegiati a musei, soggiorni nei fashion hotel dei brand di moda, il contatto con personalità e artisti locali, la gastronomia stellata, le esperienze con artisti e personalità dei luoghi visitati.
“Questo concetto di lusso obbliga a una maggiore ricercatezza e conoscenza del cliente, per capire cosa lo renderà soddisfatto - conclude Armiri -. Per questo ribadisco che l’IA e i suoi algoritmi possono supportare a disegnare l’itinerario, ma la professionalità umana resta l’unico strumento per capire cosa offrire al cliente per renderlo soddisfatto, soprattutto nel segmento luxury”.