• 09/10/2026 08:08

TTG e InOut: a Riminigli strumenti per leggerela nuova mappa del turismo

Gloria Armiri

Mai come oggi la geografia del travel ha contorni sfumati, che cambiano repentinamente, con i flussi turistici che si redistribuiscono nel mondo sotto l’influenza di fattori quali il cambiamento climatico e le tensioni politiche, con le conseguenti preoccupazioni per la sicurezza. “Tutti elementi - spiega Gloria Armiri, Group Exhibition Manager Tourism & Hospitality Division di IEG - che condizionano direttamente la scelta di dove, quando e come viaggiare”.

Quanto pesa oggi la geopolitica sulle scelte dei viaggiatori?

Moltissimo, e credo che ormai sia diventata una vera variabile di mercato. Per anni abbiamo ragionato sui flussi turistici soprattutto in termini di prezzo, collegamenti e attrattività delle destinazioni. Oggi, invece, una crisi internazionale può spostare rapidamente la domanda da una destinazione all’altra e cambiare anche la percezione di luoghi non direttamente coinvolti. Per chi lavora nel turismo significa dover leggere quello che accade nel mondo con una velocità e una capacità di adattamento molto maggiori rispetto al passato.

L’incertezza rischia, quindi, di frenare i viaggi?

Non necessariamente. Credo che questo sia uno degli aspetti più interessanti. L’incertezza non produce necessariamente meno turismo: spesso produce un turismo diverso. Le persone continuano ad avere un fortissimo desiderio di viaggiare, ma cambiano destinazione, periodo, durata del soggiorno e modalità di prenotazione. E in uno scenario più complesso può tornare ad avere ancora più valore qualcuno capace di orientare, informare e assistere il viaggiatore.

Per questo a TTG affrontiamo anche il tema del possibile rafforzamento del ruolo di agenzie di viaggio e tour operator. Quando aumenta l’incertezza, infatti, competenza, informazione e assistenza tornano ad avere un peso determinante nella scelta di una destinazione da parte del viaggiatore.

Anche il cambiamento climatico sta modificando la geografia dei viaggi?

Sì, e non possiamo più considerarlo soltanto un tema di sostenibilità. Sta diventando anche un tema di competitività delle destinazioni. Temperature sempre più elevate, eventi climatici estremi e stagioni che cambiano possono modificare i periodi nei quali scegliamo di viaggiare e rendere attrattivi territori che, fino a pochi anni fa, avevano un posizionamento diverso. Questo può significare perdita di flussi per alcune destinazioni, ma anche nuove opportunità per altre e soprattutto una maggiore destagionalizzazione. È un cambiamento che riguarda tutta la filiera: destinazioni, trasporti, tour operating e hospitality.

Perché avete scelto di dare tanto spazio a questi temi a TTG 2026?

Perché credo che oggi una manifestazione come TTG non possa limitarsi a fotografare il mercato così com’è. Deve aiutare l’industria a capire dove sta andando. Per questo mettiamo a confronto mondi diversi: imprese, destinazioni, istituzioni, università ed esperti. Parleremo di geopolitica, sicurezza e clima, coinvolgendo anche Astoi e l’Unità di Crisi della Farnesina, e analizzeremo come questi fenomeni stiano già modificando i comportamenti dei viaggiatori.

Il nostro compito non è prevedere quale sarà la prossima crisi. È dare all’industria strumenti per interpretare un mondo che cambia.

Gli eventi a TTG Travel Experience

A tracciare il quadro dei mutamenti in atto nella mappa turistica mondiale contribuiranno diversi momenti di approfondimento in fiera, tra cui mercoledì 14 ottobre, in Italy Arena, ‘Il mondo che esiste. La geopolitica come strumento per rilanciare agenzie di viaggi e tour operator’, uno speech di Marco Valigi, docente universitario specializzato in Relazioni Internazionali, che spiegherà come i mutamenti geopolitici stiano modificando quasi quotidianamente il contesto nel quale agisce il business del turismo. L’aumento delle incertezze connesse alla pratica del viaggio in autonomia riavvicina le persone alle agenzie e al mondo del turismo organizzato, favorendo nuove opportunità per rilanciare il ruolo dell’agente e del tour operator.

Il giorno dopo, nell’Astoi Hub, Unità di Crisi della Farnesina, Astoi e mondo assicurativo discuteranno di sicurezza e gestione delle aree critiche, mentre in Italy Arena Legambiente ed Enit affronteranno il tema di come lo stravolgimento del clima stia modificando destinazioni, stagionalità e abitudini di viaggio.

Le strategie di alcuni dei Paesi affacciati sul Mediterraneo saranno al centro di un confronto in Main Arena, sempre giovedì 15 ottobre, dal titolo: ‘Mediterraneo: insieme verso il 2030. Investimenti e strategie a confronto nelle diverse destinazioni, per ripensare l’esistente e puntare a nuovi traguardi’.

Al centro la grande questione del cambiamento climatico, che porta a ripensare anche la concentrazione della domanda sull’estate.

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