• 09/09/2026 17:10

Il turismo delle mete alternative, un’analisi di Radical Storage

Un turismo sempre meno concentrato sulle grandi destinazioni, che cerca mete alternative a Roma, Firenze, Venezia, o alle location balneari. L’estate 2026 racconta un’Italia turistica molto più diffusa, nella quale crescono località di montagna, piccoli centri, destinazioni costiere e città ‘minori’.

A fotografare il fenomeno sono i dati di Radical Storage, piattaforma digitale per il deposito bagagli presente in oltre 2.300 città nel mondo, che ha analizzato l’andamento delle prenotazioni tra giugno e agosto 2026, confrontandolo con lo stesso periodo del 2025.

“Le persone - sottolinea Alessandro Seina, ceo di LeanTeam, la società che ha creato Radical Storage - viaggiano di più, spezzano le vacanze, si muovono tra più località e cercano mete diverse. In questo scenario anche poche ore acquistano valore: arrivare prima del check-in o partire diverse ore dopo il check-out significa avere ancora tempo per vivere una città. È esattamente in quel momento che un servizio come il nostro diventa utile”.

A guidare la classifica italiana è Santa Margherita Ligure, con una crescita del 234%, seguita, tra le performance più significative, da Vicenza, Courmayeur, San Teodoro, Rovereto, Ravenna, Monterosso al Mare e Jesolo.

La destinazione unica lascia sempre più spazio a itinerari composti da più tappe e il confine tra vacanza estiva, city break ed esperienza culturale diventa sempre meno netto. È in questo scenario che servizi digitali come Radical Storage trovano spazio: la piattaforma consente, infatti, di prenotare un deposito presso attività locali - hotel, negozi, bar e altri esercizi - e lasciare i bagagli per alcune ore prima del check-in o dopo il check-out.

La sorpresa delle città

Uno dei dati più interessanti arriva dalle città. Vicenza cresce del 173% e Ravenna del 118%. Seguono Assisi, Bergamo, Matera, Palermo e Bari. Anche i laghi continuano a intercettare nuovi visitatori, sebbene con ritmi più contenuti: Sirmione cresce del 67%, Como del 14% e Lecco dell’11%. La fotografia che emerge è quindi quella di un turismo distribuito: mare e montagna continuano ad attirare visitatori, ma accanto alle destinazioni più note guadagnano terreno città medie e centri che diventano tappe di itinerari più articolati.

Cambia anche la geografia degli stranieri, con l’emergere di Paesi come Brasile, Ungheria, Polonia, Germania e Romania. “Fino a qualche anno fa - commenta Stefano Manzi, country manager per l’Italia di Radical Storage - era relativamente semplice descrivere il turista straniero che arrivava in Italia attraverso pochi grandi mercati di provenienza e poche destinazioni irrinunciabili. Oggi quella fotografia non basta più: vediamo crescere nazionalità molto diverse e, nello stesso tempo, destinazioni lontane dai circuiti più scontati. Per chi lavora nel turismo significa confrontarsi con un pubblico più internazionale, mobile e curioso”.

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