Il commento del direttore
Remo Vangelista
"Dobbiamo lasciare l’abitudine di proporre l’offerta e iniziare a sentire che cosa vuole il cliente, costruire un prodotto che vada incontro alla domanda".
Paolo Rubini (nella foto), consigliere delegato del Convention Bureau Italia, indica la strada da seguire, per la meeting industry, a un anno esatto dal debutto del nuovo soggetto creato in seno all’Enit per promuovere e coordinare il congressuale italiano all’estero.
Ed è un bilancio positivo quello che illustra Patrick Hoffnung, direttore del Cbi, e che parte dalle statistiche 2011 dell’Icca “in cui l’Italia mostra un incremento del 6,5 per cento rispetto all’anno precedente”.
I numeri del Convention Bureau parlano di 61 pratiche lavorate, di 5 congressi, 8 convention e 14 incentive e di molte richieste di meeting a Milano, Roma, Venezia e Firenze.
“Si lavora sul recupero della visibilità e sulla comunicazione – ribadisce Rubini -. I risultati sono interessanti e ci dicono che siamo sulla strada giusta”.
Credere e sostenere l’operato del Cbi: è quanto sottolinea Paolo Audino, a.d. di Exmedia: “Riteniamo sia importante che il Convention Bureau Italia possa lavorare nel migliore dei modi per far crescere il settore”.