Agenti responsabilidei pacchetti: l’opposizione di Franco Gattinoni

“Per far capire quanto questa scelta sia sbagliata basta dire che saremmo l’unico Paese dell’Unione europea a prevedere l’estensione della responsabilità al venditore”. Dopo il duro atto d’accusa del presidente di Fto Luca Patanè sull’ipotesi di estendere la responsabilità dei pacchetti di viaggio agli agenti, arriva anche la presa di posizione del vice presidente dell’associazione, Franco Gattinoni (nella foto).

All’indomani dall’approvazione dei pareri da parte delle Commissioni speciali di Camera e Senato, il manager contesta la direzione che sta prendendo il dibattito sul recepimento in Italia della direttiva Ue: “Già oggi pesano oneri a garanzia della professionalità del venditore” afferma Gattinoni, riferendosi al fondo di garanzia. “Sarebbe dunque profondamente sbagliato dare una responsabilità solidale e sussidiaria” all’intermediario, aggiunge.

Ma la riflessione riguarda anche la famosa questione del tetto del 25%: il testo della legge all’esame, infatti prevede che non sottostiano alle regole per i pacchetti le combinazioni in cui i servizi turistici diversi dal trasporto, alloggio e noleggio veicoli non rappresentino almeno il 25% del valore della combinazione. Le proposte di modifica contenute nei pareri approvati dalle Commissioni propongono però la cancellazione di questo vincolo. Una mossa che secondo Gattinoni autorizzerebbe “altri operatori a svolgere attività di organizzazione”.

Il manager aggiunge: “Noi non siamo contrari al fatto che l’albergo possa vendere servizi che sono già presenti all’interno della struttura o se facilita la vendita di servizi del territorio. Siamo contrari però se si sostituisce all’attività oggi svolta dell’agente di viaggio e dal tour operator che per farlo sostengono oneri e vincoli specifici”.

In conclusione, il presidente di Fto invita gli organi competenti a procedere al varo del decreto che dovrà regolamentare la vendita di pacchetti turistici dal prossimo luglio, ricordando anche che I pareri vengono posti dalle Commissioni come raccomandazione e non come condizione”. E conclude: “Mi auguro che su questi due temi così delicati per gli equilibri del settore non ci siano modifiche sostanziali non condivise con i principali attori della filiera turistica”.

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