Il lungo raggio in ripresa: una sfida per le agenzie

Booking più lenti, tempi di risposta non sempre immediati e poca disponibilità di tour e servizi all’estero. È un ritorno alla normalità costellato di piccoli disservizi quello con cui fanno i conti le agenzie di viaggi sul lungo raggio.

“I tempi di risposta dei tour operator si sono allungati - osserva Paolo Angelini, contitolare della Angelini Viaggi di Lucca - Anche i tour su Stati Uniti e Canada sono stati sfoltiti per convogliare le richieste, ma - aggiunge - li capisco perché è tutto il settore ad avere risentito di Cig e sottoccupazione”. Stessa lettura quella di Daniele Moretti, titolare AstroViaggi di Roma: “Il problema della mancanza di personale è reale, perché in questi due anni tante persone con esperienza hanno cambiato lavoro per necessità. Anche per questo gli operatori stanno facendo fatica a gestire i picchi di lavoro di queste settimane”. Su alcune destinazioni, poi, il problema è ancora più rilevante: “Il nostro fornitore in Australia - dice Fausto Meneghetti, presidente della Viaggi Più di Cerea (Vr) - ci ha comunicato di avere sospeso i tour di gruppo fino al 2023 perché il nostro mercato si è mosso troppo tardi. Ma è un problema diffuso, perché tutte le programmazioni estere sono in ritardo”.

Prevede un percorso di recupero lungo Francesco Ferrara, titolare della Kunene Viaggi, alle porte di Napoli. “Parecchie Dmc hanno personale ridotto all’osso e qualcuna lavora ancora in smart working. Probabilmente ci vorranno almeno un paio di anni per ripristinare l’offerta che avevamo nel pre-Covid”.

Amina D'Addario  

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