Concedersi un viaggio sta diventando un privilegio. Con prezzi dei servizi lievitati, anche a causa della situazione geopolitica, sui già sensibili rincari della scorsa stagione, collegamenti aerei ostaggio del conflitto e mete alternative poco convincenti, non sono poche le nubi che le agenzie di viaggi intravedono all’orizzonte. Lo raccontano i protagonisti della distribuzione di viaggi su TTG Today, disponibile online a questo link.
Il flusso di prenotazioni procede col freno a mano tirato per l’estate e la marginalità dei pacchetti è in progressivo assottigliamento.
Esistono eccezioni, naturalmente, soprattutto fra chi può far conto su una clientela affezionata da lungo tempo e altospendente, ma la percezione di fondo è che gli italiani fatichino ad avere piena libertà di manovra rispetto ai propri desideri di partenza e che siano bloccati, neppure a dirlo, dalla stretta attualità mondiale.
Le mete
Con il blocco del Medio Oriente, la volontà di uscire dai circuiti più richiesti è evidente: ne è prova il crescente interesse per i Paesi sudamericani, certamente più cari rispetto a soluzioni popolari quali il Giappone, la Cina o la Corea, ma ancora capaci di restituire al viaggio il suo carattere di eccezionalità. Fermi in parte anche gli Usa, che con il conflitto in corso vengono percepiti come poco sicuri.
Il valore dell’agente
Al netto della situazione attuale, che si spera si risolva a breve, ciò che disturba maggiormente il cliente è l’idea di ritrovarsi a trascorrere una vacanza come tante altre sul mercato, senza sperimentare quell’effettivo salto qualitativo che ci si aspetta dall’intervento dall’agente di viaggi. Chi si rivolge a un’agenzia, chiede un trattamento personalizzato.
Il servizio completo su TTG Today, disponibile online a questo link.