Euphemia: “Il point
to point creerà
le mete del futuro”

“Noi abbiamo venduto 500mila euro in più di Egitto sul 2025 e 700mila in meno sugli Stati Uniti”. Questo il trend che, secondo Michele Zucchi, amministratore delegato di Euphemia, spiega l’andamento complessivo della scorsa stagione, caratterizzata da tante partenze, dalla scoperta di mete diverse e anche dalle tante contraddizioni.

“Il fattore sicurezza è stato importante ma per un periodo breve. Noi abbiamo venduto con Emirates più dello scorso anno, ma siamo crollati con Qatar con la chiusura degli aeroporti”. Al contrario invece, almeno per la visione di Euphemia, non cresce l’andamento del mare Italia, che non ha ancora risolto i problemi noti già da tempo. “Noi abbiamo venduto meno. Per la cerchia di clientela, famiglie e non solo, che si rivolge alle agenzie di viaggio, il rapporto qualità-prezzo è importante e l’Italia non rispetta più questi livelli. Gli italiani hanno quindi preferito l’estero”.

L’importanza dei voli diretti

Per Zucchi segnali positivi sono infatti arrivati dalle Maldive e in generale dell’oceano Indiano, dall’Australia, dall’Africa che cresce tantissimo, dalla Cina e anche dal sud America con la Colombia che è in risalita, oltre ad un Brasile che è andato benissimo. Il motivo di tale scelta, per Euphemia, è da ritrovare soprattutto nei collegamenti aerei.

“Il punto punto è fondamentale - ci spiega infatti Zucchi -. Lo possiamo riscontrare nella ripresa dell’Africa, che è andata benissimo grazie a prezzi stabili e a ottime compagnie che la servono. Funziona su Napoli, dove i 5 voli giornalieri dagli Usa sono sempre pieni di americani. Funziona meno con il sud America, dove collegamenti e le compagnie aeree rendono tutto più complesso. Nel futuro però – ha concluso Zucchi -, vedo una crescita continua dei viaggi in classe premium e business. Chi viaggia in questo modo chiede aeroporti di livello. Le destinazioni con ottimi scali, saranno quelle che faranno il trend del futuro”.

Roberto Saoncella

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