Il turismo delle radici già sarà uno dei trend dell’estate 2026, con effetti su incoming e partenze italiane. Milioni di turisti da tutto il mondo scelgono l’Italia per ritrovare i luoghi degli antenati, un mercato sostenuto dal programma Italea.
Per il 2026 si stimano 7,4 milioni di visitatori legati al segmento. La spinta arriva dalla genealogia digitale e dai test del dna, che trasformano archivi e parentele lontane in motivazioni di viaggio. MyHeritage segnala che in Italia le vendite dei kit per questi test sono cresciute del 134% in cinque anni.
Tra gli utenti analizzati, il 76,1% presenta una componente genetica italiana, il 57% legami greci e dell’Italia meridionale, il 41% iberici e il 33% nord e ovest europei. Il 20,7% mostra connessioni con il Nord Africa e il 20,2% con i Balcani.
Per agenzie e tour operator emerge un prodotto a doppio flusso: incoming verso il Belpaese e viaggi degli italiani in Grecia, Spagna, Albania e Croazia, costruiti attorno a identità, territori e storie familiari.