Scuole e agenzie di viaggi possono tirare un sospiro di sollievo sul tema dei viaggi d’istruzione. Sembrano infatti chiariti i dubbi che, quest’anno più che in altri, avevano allarmato un settore che in Italia vale circa un miliardo e mezzo di euro. Da settembre 2026, con la prima campanella, anche per le scuole è infatti scattato il nuovo codice degli appalti. Obbligo per tutti gli istituti di ricorrere al mercato online di Consip, limiti di soglia di spesa più bassi e fine dell’autonomia decisionale delle scuole avevano creato il caos.
A fare chiarezza ci ha pensato un webinar organizzato da Aidit Federturismo, che ha riunito oltre 700 persone in rappresentanza di scuole, adv, Consip, Anac e Ministero. Il primo punto ad essere chiarito è stato quello delle soglie, con il limite di 140mila euro che resta uguale al precedente, ed entro il quale le scuole possono muoversi in totale autonomia (fermo restando i principi di rotazione e trasparenza tipici di ogni gara pubblica).
Da 140 a 216mila euro, invece, si dovrà usare una procedura negoziata semplificata, mentre oltre bisognerà necessariamente aderire a un accordo quadro fissato da Consip. Le scuole non dovranno neanche sommare necessariamente tutti i viaggi studenteschi che organizzeranno, rischiando così di superare le soglie minime concesse. Ogni viaggio potrà infatti essere considerato a sé, a seconda della reale finalità, sia essa di istruzione, di sport, scambio culturale o altro. “La riforma non vuole punire il settore e abbiamo corretto le storture principali - ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit -. Probabilmente siamo diventati tutti viaggiatori iniziando con un viaggio scolastico. È anche per questo che resta un settore da tutelare, nel rispetto delle norme”.