Riattivare con urgenza il tavolo interministeriale sui viaggi d’istruzione per fare chiarezza sul quadro normativo che regola il settore. È la richiesta avanzata al ministro Gianmarco Mazzi dalle associazioni del turismo organizzato - Aiav, Cna Turismo, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Fiavet Confcommercio, Fto Confcommercio e Maavi Conflavoro Pmi - attraverso una lettera congiunta.
L’obiettivo dell’iniziativa è garantire certezza delle regole a scuole, famiglie e imprese, assicurando continuità alle attività formative, pluralità dell’offerta e condizioni di corretta concorrenza nel mercato.
Le associazioni richiamano l’attenzione sulla persistente incertezza che interessa il comparto dei viaggi d’istruzione, degli stage linguistici, degli scambi culturali, dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (FSL, già PCTO), dei progetti finanziati nell’ambito del PON/PN Scuola e Competenze e delle altre esperienze formative organizzate dalle istituzioni scolastiche.
I nodi da sciogliere
Pur valutando positivamente i chiarimenti forniti negli ultimi mesi dalle amministrazioni competenti, anche alla luce degli orientamenti Anac recepiti dalla nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 8524 del 7 novembre 2025, le associazioni evidenziano come permangano interpretazioni difformi tra i diversi istituti scolastici. In particolare, restano dubbi sul rapporto tra affidamenti diretti, procedure negoziate senza bando e Accordo Quadro Consip, sulla distinzione tra obbligo e facoltà di ricorrere agli strumenti centralizzati e sulla corretta qualificazione delle diverse tipologie di viaggio.
“È indispensabile evitare che le scuole interpretino l’Accordo Quadro Consip come uno strumento sempre obbligatorio, esclusivo o automaticamente sostitutivo di ogni altra procedura consentita”, segnalano le associazioni. “Occorre invece distinguere con chiarezza le diverse ipotesi: affidamenti diretti, procedure negoziate senza bando nella fascia tra affidamento diretto e soglia europea applicabile, ricorso alle centrali di committenza qualificate e procedure autonome quando la natura e la finalità dei viaggi lo consentano”.
Secondo le associazioni, indicazioni non uniformi o eccessivamente restrittive rischiano di compromettere la programmazione delle attività formative, ridurre la pluralità dell’offerta e, nei casi più critici, spingere gli istituti a rinunciare all’organizzazione dei viaggi.
Il quaderno operativo nazionale
Un’altra questione in sospeso riguarda poi il completamento del quaderno operativo nazionale, predisposto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito con il contributo delle amministrazioni e delle rappresentanze del settore, già al centro di un lavoro congiunto nei mesi scorsi. Il documento dovrebbe fornire a scuole e operatori indicazioni univoche su soglie, procedure, lotti funzionali, documentazione e corretta gestione dei pacchetti turistici scolastici.
“Le nostre osservazioni non hanno finalità oppositive - rimarcano le associazioni -, ma mirano a garantire che i viaggi d’istruzione continuino a essere un’esperienza educativa accessibile, sicura e di qualità, preservando il pluralismo dell’offerta, la sostenibilità per le famiglie e la tenuta di un comparto composto in larga parte da imprese specializzate e radicate nei territori”.