Quattordici società che farebbero capo a due soli grandi gruppi. E' questo il finale che potrebbe avere la competizione in corso per il controllo delle società di gestione aeroportuali in Italia, con un autunno 2026 che si annuncia scoppiettante. Sono tanti infatti i cambiamenti in corso che stanno modificando rapidamente gli assetti societari dei concessionari degli scali italiani.
Tutto ha inizio con l'approvazione del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti che, nelle linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “stimola aggregazioni e sinergie tra scali vicini per ottimizzare la rete e l'intermodalità”. A questo si deve aggiungere il piano di privatizzazioni nazionale, che sta progressivamente riducendo le partecipazioni pubbliche in società di gestione aeroportuali.
Utili in aumento
Se poi sommiamo che si tratta di un settore economicamente sempre più attrattivo, con un numero di passeggeri/clienti in crescita e un utile complessivo (delle 14 principali società di gestione aeroportuale italiane) che supera i 678 milioni di euro, si capisce il perché di questo interesse crescente da parte dei grandi gruppi.
A muovere le fila delle principali operazioni sono infatti soprattutto 2 colossi, da un lato Mundys (holding italiana attiva nel mondo nel settore dei trasporti e della mobilità) e dall’altro il fondo F2i SGR (gestore indipendente di fondi infrastrutturali in Italia e in Europa). Si parte dall’attualità, con l'annunciato scambio azionario tra Sea, il gestore aeroportuale di Linate e Malpensa, e Sagat di Torino Caselle.
I movimenti di F2i
Quest'ultima è controllata interamente da 2i Aeroporti, società del fondo F2i, la stessa che detiene anche circa un terzo della quota azionaria di Sea. Inoltre, secondo il Corriere della Sera, la 2i aeroporti, che detiene anche la maggioranza di Gesac, il gestore di Capodichino e Salerno, starebbe studiando una fusione tra Napoli e Milano. La stessa società infine, controlla anche lo scalo di Alghero e Olbia e, entro il 2027, dovrebbe portare a termine la creazione del polo unico aeroportuale sardo, inglobando anche la cagliaritana Sogaer. Milano, Torino, Napoli e la Sardegna, se tutto andasse in questo modo, il fondo F2i a fine decennio “gestirebbe” oltre un terzo del traffico aereo nazionale.
Il ruolo di Mundys
Poi c’è Mundys, che già controlla attraverso Adr, gli scali di Fiumicino e Ciampino, il più grande polo aereo italiano, nonché l'aeroporto di Nizza. Mundys sembra anche essere la favorita nella corsa per la privatizzazione della Sac, la società che gestisce Catania e Comiso. Se questo avvenisse, potrebbe pensare di proporre una sorta di polo unico siciliano, provando ad acquisire anche Palermo – Falcone e Borsellino, dove è in corso la privatizzazione della Gesap. Sempre fonti del Corriere della Sera, inoltre, parlano di una possibile convergenza tra Adr e Aeroporti di Puglia (che comprenderebbe Bari, Brindisi e Foggia). Insomma, l’unica a restare fuori da questo risiko, sarebbe la veneziana Save, solo perché sono arrivati prima, ad inizio 2026, i francesi di Ardian e Finint.