Sgomita e resiste a testa alta sul mercato del Vecchio Continente. Air France non si arrende allo strapotere del Gruppo Lufthansa e prova a ribattere colpo su colpo, nonostante i tedeschi (attraverso le controllate) siano in grado di muovere tante pedine nello scacchiere europeo.
Gli ultimi dati di esercizio mostrano che il vettore transalpino prova a rispondere alle avanzate non solo di Lh ma anche del gruppo capitanato da British Airways (con Iberia in testa).
I costi di esercizio stanno salendo in modo inevitabile e costante. Prima per le tensioni geopolitiche e poi per il prezzo del fuel, sempre sotto pressione.
Ma Air France ha reso noto di voler proseguire comunque nel piano di investimenti. Con un occhio alla privatizzazione della portoghese Tap.
Data per sposa alla solita Lufthansa i giochi si sono invece riaperti (o forse mai chiusi, come si mormorava) e adesso a Parigi nutrono speranze, dopo aver preparato un dossier articolato che ha raccolto molte attenzioni nel governo di Lisbona.
Commentando nei giorni scorsi l'andamento della stagione estiva, Nadia Azalé d.g. della linea aerea per il mercato transalpino, ha detto che nel periodo preso in esame Air France ha gestito una media di 123mila pax al giorno sullo scalo di Parigi CDG.
Il vettore, nonostante qualche cancellazione su scali del Medio Oriente, ha inoltre collegato 170 destinazioni solo nei mesi più caldi.
Proseguono invece le trattative per la gara di privatizzazione di Tap Air Portugal, anche se i tempi sembrano allungarsi. Il governo portoghese vuole esaminare le offerte dei due pretendenti, per cercare anche di non perdere identità. Cosa che sta emergendo sul mercato europeo. I governi di alcune linee stanno infatti bussando alla porta delle società capogruppo Lufthansa, British Airways e della stessa Air France. Compagnie e governi premono per ottenere più ascolto e condivisione nelle scelte strategiche. Al momento gli appelli lanciati in ordine sparso non sono riusciti a scalfire la cortina di ferro.