Catania, lo scalo è ancora chiuso e inizia la conta dei danni sul turismo

È ancora caos all’aeroporto di Catania. Sono ormai circa mille i voli cancellati dall’inizio dell’emergenza, tra arrivi e partenze. Lo stop al momento è confermato fino alle 2 di notte del 15 agosto, ma gli aggiornamenti si susseguono con continui rinvii da oltre una settimana senza previsioni definitive.

Numerose le segnalazioni di disagi, trasferimenti e autonoleggi proposti a prezzi fuori misura, mentre la società di gestione aeroportuale Sac, ripresa dal Sole 24 Ore, cita in causa le competenze dei vettori. “Comprendo il disagio dei passeggeri”, dice l’amministratore delegato Nico Torrisi, che ricorda il supporto garantito a terra e sottolinea che “le compagnie per legge devono assistere i passeggeri, riproteggerli su altri voli, fornire i pasti e l’albergo. Noi facciamo anche di più quando gli altri latitano”.

Torrisi sostiene, tuttavia, che il coordinamento tra gli scali stia funzionando e cita Comiso, che dall’inizio dell’emergenza ha gestito oltre 130 voli, “è un modello da consolidare”.

Sono centinaia le persone in aeroporto in attesa in questi giorni, mentre è in atto un piano di riprotezione sugli altri scali: Palermo, Comiso, Trapani e Lamezia Terme. La Regione, nel frattempo, ha attivato un piano straordinario. “Restano ferme le competenze delle compagnie aeree per quanto riguarda l’operatività dei voli e la doverosa assistenza ai passeggeri”, ha sottolineato il presidente Renato Schifani citato sempre dal quotidiano finanziario.

Contestualmente anche Enac ha istituito un Comitato di crisi che opera in stretto coordinamento con Enav, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Aeronautica Militare e Sac.

Le ripercussioni sul turismo siciliano

Pur non essendoci cifre ufficiali sul numero di passeggeri coinvolti, dalla Sac fanno sapere tramite Ansa che lo scalo di Catania conta in questo periodo il transito di almeno 40mila passeggeri al giorno. L’impatto di questa emergenza a ridosso di Ferragosto si ripercuote giocoforza su tutta la filiera turistica siciliana, in piena attività durante l’altissima stagione agostana.

Difficili ancora da quantificare, ma le associazioni parlano di danni per decine di milioni di euro su ospitalità, ristorazione, turismo organizzato sull’isola.

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