EES, la richiesta della Iata:
“Prorogare la sospensione
anche all’inverno”

Mantenere la flessibilità garantita durante l’alta stagione estiva. È questa la richiesta che arriva con forza dal mondo del trasporto aereo in merito all’Entry/Exit System (EES).

Il 6 settembre è scaduta la deroga concessa dalla Commissione europea che consentiva agli scali di sospendere l’implementazione del nuovo sistema di controllo alle frontiere per agevolare la gestione dei flussi durante i mesi estivi.

Le criticità operative legate all’introduzione dell’EES, tuttavia, non sono ancora superate. Associazioni e vettori chiedono, quindi, di disporre di ulteriore tempo per adeguare le infrastrutture e potenziare gli organici addetti ai controlli di frontiera.

La richiesta della Iata: sospensione per tutto l’inverno

Dopo l’appello di Ryanair, che ieri in una nota ha chiesto all’Ue di prorogare la deroga fino ad aprile 2027, interviene ora anche il vicepresidente senior per gli Affari Esterni della Iata, Thomas Reynaert. In un post pubblicato su LinkedIn e riportato da travelpulse.com, Reynaert ha sottolineato: “L’estate ha messo in luce le criticità operative che permangono. Affrontarle ora significa estendere la possibilità di sospensione parziale per tutta la stagione invernale, accelerare la pre-registrazione, investire in infrastrutture e personale e rafforzare la cooperazione tra autorità e settore.”

Secondo l’associazione, i controlli dei passaporti - che in precedenza richiedevano mediamente 20-25 secondi - potrebbero arrivare a 90 secondi con l’EES. Un allungamento dei tempi che rischia di tradursi in criticità operative soprattutto negli aeroporti interessati dall’arrivo ravvicinato di più voli internazionali di grandi dimensioni.

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