Intrieri, Aeroitalia:
“La riforma ETS
ci penalizza”

Continuano le polemiche sulla riforma ETS della Commissione europea sulle emissioni. Anche Gaetano Intrieri, a.d. di Aeroitalia, prende la parola su quella che ritiene una riforma “incompleta”.

“Ancora una volta - dice Intrieri - ci troviamo di fronte a una normativa che penalizza, principalmente, le compagnie aeree europee in tema di emissioni. Non è accettabile che le quote ETS abbiano un valore di mercato opaco, di cui nessuno conosce a fondo i criteri di formazione, né tantomeno si comprende come l’Unione Europea utilizzi i consistenti fondi che tutte le compagnie sono obbligate a versare nell’ambito di questa normativa”.

Intrieri reclama maggiore trasparenza. “Sarebbe doveroso – continua - attendersi maggiore trasparenza, specie considerando che si tratta di risorse cospicue raccolte a nome della salvaguardia ambientale. Il sistema ETS deve essere profondamente riformato, soprattutto per quanto riguarda il settore del trasporto aereo, e non possiamo permettere che le politiche ambientali, in teoria condivisibili, penalizzino nella pratica le compagnie europee, rafforzando, invece, la competitività di quelle extraeuropee che spesso non sono soggette agli stessi vincoli”.

La tassa sull’ambiente, spiega Intrieri, sarebbe da applicare su tutte le rotte. “Ritengo indispensabile introdurre una forma di dazio ambientale non solo sulle tratte intercontinentali, ma su tutte le rotte, garantendo condizioni di mercato eque per tutti gli operatori. In parallelo, occorre assicurare che la quotazione delle quote ETS sia gestita da mercati trasparenti e accessibili a chiunque, con regole chiare sulle modalità di determinazione dei prezzi”.

L’a.d. di Aeroitalia sottolinea che i vettori non europei si troverebbero in condizioni di vantaggio ingiustificato. “Senza queste garanzie, si rischia di mettere in seria difficoltà le nostre compagnie aeree, offrendo un ingiustificato vantaggio competitivo alle compagnie non europee, con pesanti ricadute su tutto il settore e, in ultima analisi, su milioni di passeggeri e lavoratori europei – conclude -. È il momento di richiedere un confronto più aperto e costruttivo a livello europeo per soluzioni realmente efficaci e giuste per tutti”.

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