Potrebbe essere l’Asia a salvare l’Europa dal tracollo di jet fuel, almeno per l’ultimo trimestre dell’anno. Sono infatti in arrivo dalla Corea del Sud oltre 900mila tonnellate di cherosene per aerei, che dovrebbero mettere in sicurezza la stagione winter negli scali di tutta Europa.
Secondo Euronews i rischi di ammanchi maggiori si potrebbero registrare nei piccoli aeroporti, ma su questo la Commissione europea resta vigile. L’Europa non sembra, però, voler intervenire sul prezzo del carburante, che continuerà a restare ancora elevato, con la corsa all’aumento delle tariffe aeree che è già iniziata. Secondo uno studio americano citato da Travelweekly.com, infatti, già da fine estate i biglietti aerei hanno incominciato a crescere anche del 23%. Nonostante gli aumenti, i volumi di traffico continuano però ad essere elevati e la domanda resta sostenuta.
Per questo, a fronte di tagli di rotte poco redditizie, le compagnie aeree stanno aumentando la capacità sulle tratte principali. Il primo banco di prova della volatilità della domanda a fronte di questi primi rincari sarà oltreoceano, con le attese vacanze per la Festa del Ringraziamento. “Continueremo ad aggiungere capacità per il quarto trimestre di quest’anno, sempre monitorando cosa succede con il carburante” ha dichiarato Devon May, cfo di American Airlines. Il dilemma su quanto le tariffe più alte influiranno sulla domanda viene posto anche in Europa, dove le compagnie aeree devono, però, affrontare anche la questione Saf. Gli obblighi imposti ai vettori europei sul loro minimo utilizzo, uniti alla scarsa capacità di produzione, hanno fatto si che il costo dei carburanti ecologici sia salito ulteriormente.
Continua così a rafforzarsi il coro di voci di chi chiede un intervento maggiore di Bruxelles a sostegno delle compagnie aere. Lo aveva chiesto la Iata, poi Aci World e più recentemente anche il nostro viceministro Rixi: più fondi dagli Ets. L’ultima a chiederlo, in ordine di tempo, è stata Destination 2050, l’associazione che rappresenta le compagnie aeree, gli aeroporti, i fornitori di servizi e i produttori di aeromobili, che ha affermato: “Esortiamo i legislatori a garantire che il 100% dei ricavi derivanti dalla vendita all’asta delle quote di emissione, dette Ets, venga reinvestito nel settore stesso”.