Regolamento Ue, le critiche delle low cost

Si concentrano sulla trasparenza dei prezzi le principali critiche dei vettori low cost alle modifiche del Regolamento Ue sui diritti dei passeggeri.

A prendere per primi la parola contro le nuove regole, che di fatto obbligano a rendere subito pubbliche le tariffe più alte (ossia quelle comprensive di bagagli da stiva, ndr) invece di quelle più basse, sono Ryanair e Wizz Air.

“In un momento in cui Putin ha invaso l’Ucraina e c’è una guerra in Medio Oriente, l’Europa deve essere più competitiva se vuole generare crescita. In questo periodo di crisi internazionale, tutto ciò che il Parlamento europeo e il Consiglio riescono a fare è inventare nuove regolamentazioni, che ora costringeranno le compagnie aeree a pubblicizzare tariffe più alte (comprensive delle commissioni per il secondo bagaglio a mano), invece di pubblicizzare le tariffe più basse, che escludono tali commissioni, come sceglie quotidianamente oltre il 50% dei passeggeri Ryanair. Nel momento in cui l’Europa ha bisogno di crescita economica per aumentare la spesa per la difesa, il meglio che i nostri leader riescono a fare sono nuove regole sui bagagli a mano delle compagnie aeree, che negano alle compagnie il diritto di pubblicizzare le tariffe aeree più basse disponibili” tuona il ceo di Ryanair Michael O’Leary.

Che sottolinea anche quali, secondo lui, sarebbero le necessità del trasporto Ue. “Come al solito, né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno fatto nulla per migliorare la competitività delle compagnie aeree europee, abolendo la dannosa e fallimentare tassazione Ets europea o riformando il sistema Atc dell’Ue, ormai inefficiente – dice O’Leary -. Ryanair chiede ancora una volta a Ursula von der Leyen e al Parlamento europeo di smettere di introdurre regolamentazioni insensate che rendono i viaggi aerei nell’Ue meno competitivi e di fare invece qualcosa di concreto per i consumatori europei: abolire la tassa Ets discriminatoria dell’Europa (che si applica solo ai voli intra-UE) e realizzare finalmente un’efficace riforma dell’Atc, imponendo che i controllori del traffico aereo siano pienamente operativi per la prima ondata di voli del mattino e proteggendo i sorvoli europei durante gli scioperi nazionali dell’Atc”.

Meno irruenti nei toni, ma ugualmente puntuali sono le contestazioni di Wizz Air. Sul tema prezzi, Wizz “prende atto dell’introduzione di ulteriori requisiti relativi alla presentazione delle tariffe per il bagaglio durante il processo di prenotazione. Sosteniamo il principio della trasparenza e riteniamo che i passeggeri debbano disporre di informazioni chiare e complete al momento di effettuare le proprie scelte di viaggio. Tuttavia, le modifiche proposte rischiano di compromettere il principio secondo cui i passeggeri dovrebbero essere liberi di scegliere e pagare esclusivamente i servizi che intendono utilizzare. Il modello delle compagnie aeree low-cost ha trasformato il settore dell’aviazione europea, consentendo ai viaggiatori di personalizzare la propria esperienza in base alle esigenze e al budget individuali. Requisiti che limitano la possibilità di promuovere tariffe strutturate per componenti separate rischiano di aumentare il costo delle opzioni più economiche, anche per i passeggeri che viaggiano leggeri e non necessitano di servizi aggiuntivi. Questa impostazione non favorisce la concorrenza e potrebbe, al contrario, generare maggiore confusione, inducendo i passeggeri ad acquistare servizi o bagagli non necessari”.

Ma Wizz contesta anche altri passaggi. “L’accordo – dice il vettore in una nota - mantiene l’attuale regime di compensazione previsto dal regolamento (CE) n. 261, compreso il diritto al risarcimento in caso di ritardi superiori a tre ore e importi fino a 600 euro. Sebbene la tutela dei passeggeri resti fondamentale, la decisione di non modernizzare un quadro normativo concepito oltre vent’anni fa non tiene adeguatamente conto delle attuali realtà operative del settore, tra cui la crescita del traffico aereo, i limiti infrastrutturali, le interruzioni dei servizi di controllo del traffico aereo e le sfide geopolitiche che interessano le compagnie aeree europee. Inoltre, il testo non affronta una delle principali cause di ritardi e cancellazioni: le inefficienze del sistema di controllo del traffico aereo. L’Ue continua infatti a ritenere che siano le compagnie aeree a sostenere i costi derivanti dalle carenze di tale sistema”.

“Nuovi obblighi – aggiunge la compagnia - comportano inevitabilmente costi amministrativi e operativi aggiuntivi che, in ultima analisi, saranno trasferiti ai consumatori. In un momento in cui l’accessibilità economica dei viaggi rappresenta una priorità per molte famiglie europee, tali misure rischiano di introdurre oneri non necessari”.

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