Il traffico di Berlino è crollato del 27% dall'inizio della pandemia di Covid, mentre i costi sono aumentati del 50%, con un ulteriore aumento del 10% a partire dal 2027. Questa la sintesi della nota stampa con cui Ryanair ha annunciato l'intenzione di chiudere la sua base di Berlino, che conta 7 aeromobili, il 24 ottobre 2026, riducendo del 50% il numero di voli da/per Berlino nel suo programma invernale.
In questo caso, tutti i 7 aeromobili con base a Berlino verranno riassegnati ad aeroporti a basso costo in altri Stati dell'Ue che hanno abolito le tasse sull'aviazione, come Svezia, Slovacchia, Albania e Italia, fa sapere il vettore irlandese.
Il vettore riconduce la decisione di chiusura al recente annuncio dell'aeroporto di Berlino, che ha comunicato l'ulteriore aumento delle tariffe del 10% dal 2027 al 2029. Nella nota stampa Ryanair riassume gli aumenti delle tariffe e il calo sensibile del traffico sull’aeroporto (“crollato di quasi il 30%, passando da 36 milioni di passeggeri nel 2019 a soli 26 milioni nel 2025, facendo di Berlino l'aeroporto con il maggior tasso di insuccesso in Europa”).
Il commento di Wilson
L’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, ha dichiarato: “L’aviazione tedesca è in crisi. Il Governo ammette che non è competitiva, eppure non esiste alcuna strategia per ridurre le tasse sull’aviazione o le elevate tariffe aeroportuali, nonostante Ryanair abbia avvertito che la Germania avrebbe perso traffico, connettività, posti di lavoro e scambi commerciali”.
Ha poi ribadito un tema chiave per il vettore, quello dei costi aeroportuali: “Operazioni efficienti e tariffe aeroportuali competitive sono le basi che consentono a Ryanair di garantire una crescita del traffico a lungo termine e una maggiore connettività per aeroporti e regioni. Questo è impossibile a Berlino a causa del fallimento del governo tedesco nell’abolire la sua dannosa tassa sull’aviazione e della decisione dell’aeroporto di Berlino di aumentare nuovamente le tariffe già elevate. Ryanair dispone di molti altri aeroporti a costi inferiori e di Paesi europei senza tassa sull’aviazione che competono per una capacità di crescita limitata, e tutti stanno adottando misure per ridurre i costi di accesso abolendo le tasse sull’aviazione, abbassando le tariffe aeroportuali e riducendo i costi del controllo del traffico aereo. In assenza di una riforma significativa dei costi a Berlino o in Germania a livello nazionale, non abbiamo altra scelta che trasferire gli aeromobili dalla Germania ad altri mercati più competitivi in Europa, mentre la Germania e l’aeroporto di Berlino continuano a non essere all’altezza”.