Non si arresta la battaglia di Ryanair contro le tasse aeroportuali e questa volta nel mirino finisce la Grecia e, indirettamente, la Germania. E nello specifico la società di gestione Fraport.
Oggetto del contendere in questo caso è la riduzione della Air Development Fee, che il governo greco ha deciso di ridurre da 12 a 3 euro per passeggero, nell’ottica di favorire la destagionalizzazione. Una buona notizia per il mercato e in particolare per i vettori low cost, se non fosse che Fraport abbia deciso di assorbire per sé la riduzione.
Pronta la reazione di Ryanair, che ha deciso di effettuare un taglio drastico alla base di Salonicco, che nella prossima stagione invernale resterà con sole 12 rotte e una riduzione dell’offerta da 700mila posti, il 45% in meno dell’anno precedente.