“È giunto il momento di rinnovare il modo di assegnazione degli slot aeronautici, per adeguare il sistema alle moderne esigenze dell’aviazione globale”. A chiederlo a gran voce è Aci World, l’associazione che riunisce gli aeroporti mondiali. Il sistema normativo degli slot, ovvero l’arco di tempo che una compagnia acquista da uno scalo per atterrare o decollare, è infatti fermo sostanzialmente agli anni ‘70.
“Il quadro normativo di base che regola le assegnazioni non ha tenuto il passo con la crescita e la trasformazione dinamica del settore aeronautico - ha dichiarato Justin Erbacci, direttore generale di Aci World -. Nell’ultimo decennio il numero di slot è aumentato di solo il 25%, a fronte di un traffico passeggeri globale quasi raddoppiato”. Inoltre, sempre secondo Aci, il 10% degli aeroporti del mondo gestisce i due terzi di tutti i passeggeri e l’85,5% degli scali più trafficati opera già a pieno regime.
L’attuale sistema rende, quindi, difficile l’evoluzione del mercato, limitando la concorrenza e, in definitiva, riducendo la qualità della connettività. Nei 50 aeroporti più congestionati, infatti, le quattro maggiori aerolinee rappresentano il 67% dei voli e i diritti di accesso agli slot, che vengono raramente ceduti, privilegiano fortemente le compagnie aeree già presenti sul mercato.
Secondo l’attuale norma, poi, una compagnia deve giustificare di aver utilizzato l’80% degli slot concessi per non perderne il diritto. Molte compagnie hanno però ammesso che, pur non utilizzandoli a pieno, effettuano regolarmente voli fantasma per non dover rinunciare alla piazzola, soprattutto per alcuni aeroporti. “Aci World ritiene che difendere uno status quo vecchio di 50 anni rappresenti il vero rischio per la stabilità e la crescita della rete. Ora gli aeroporti sono pronti a impegnarsi, ma non possiamo costruire il futuro dell’aviazione da soli - ha concluso Erbacci -. Esortiamo vivamente i rappresentanti delle compagnie aeree e gli enti storici del settore a superare le resistenze del passato”.