“Al momento, le attività militari tra Stati Uniti, Israele e Iran sono sospese. Auspichiamo che le ostilità possano risolversi rapidamente e che il mercato torni a una situazione di stabilità. Nel frattempo, però, non stiamo fermi”. A dichiararlo è sua altezza lo Sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente e ceo del gruppo Emirates, nel giorno dei dati che consacrano il quinto anno di crescita consecutivo per la compagnia emiratina.
Nonostante il mese di marzo di totale blocco a causa della guerra, infatti, il gruppo Emirates ha chiuso l’anno fiscale 2025-2026 con 34,6 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 3% e una liquidità pari a 13,7 miliardi di euro, in crescita del 12%. “Questi risultati straordinari, nonostante le significative difficoltà riscontrate nell'ultimo mese del nostro esercizio finanziario, confermano la solidità e la resilienza del modello di business del Gruppo Emirates, basato su sicurezza, eccellenza, innovazione, capitale umano e partnership”, ha aggiunto lo sceicco Ahmed.
Forte di questi numeri, Emirates guarda al futuro e alla crisi con grande tranquillità. “Abbiamo già affrontato crisi e momenti di discontinuità in passato. Ogni volta abbiamo concentrato la nostra attenzione sui clienti e sul nostro personale, e ogni volta siamo ripartiti più forti”, ha aggiunto.
Il nodo carburante e Dubai
Per quanto riguarda il carburante, Emirates dispone infatti di coperture fino al 2028-29 ed entra nel 2026-27 con riserve di liquidità molto solide che permettono di proseguire i piani di rafforzamento senza dover ricorrere a misure di contenimento dei costi. Al 31 marzo il portfolio ordini di Emirates comprendeva 367 aeromobili con consegne programmate fino al 2038. N
el solo ultimo anno, il Gruppo ha investito 4,1 miliardi di euro in nuovi aeromobili, infrastrutture, attrezzature e tecnologie di ultima generazione mentre la forza lavoro complessiva è cresciuta dell’8%, raggiungendo 130.919 dipendenti. “Rimane invariato anche il ruolo di Dubai come snodo strategico per i flussi globali di commercio, scambi e viaggi”, ha concluso lo sceicco.