Voli, nodo Medio Oriente
tra tagli e nuove soluzioni

Confusione controllata. Viene riassunta così la situazione del trasporto aereo mondiale attuale da Oag, la piattaforma di analisi del trasporto aereo. Il settore si trova ad affrontare un momento in cui il conflitto in Medio Oriente continua a influenzare le operazioni delle compagnie aeree, in particolare quelle del Golfo, a vario livello, imponendo cambi di rotta e aggiustamenti continui. Con una differenza sostanziale rispetto all’11 Settembre prima e al Covid poi: le lezioni del passato hanno insegnato alle aziende del comparto la regola d’oro della flessibilità che in questo momento sta aiutando ad affrontare l’emergenza.

I primi numeri dell’impatto

Secondo la piattaforma e il suo analista di riferimento John Grant, a quattro settimane dall’inizio del conflitto circa 1,7 milioni di posti programmati sono stati rimossi, rappresentando circa un terzo della capienza originariamente prevista per l'ultima settimana di febbraio. I programmi attualmente registrati indicano che la capienza potrebbe tornare a circa 4,4 milioni di posti nella prossima settimana, anche se sono previste ulteriori riduzioni. La capacità settimanale dovrebbe stabilizzarsi intorno ai 3,6 milioni di posti mentre le compagnie aeree continuano a rivedere i programmi.

Ovviamente il problema non è univoco per tutte le compagnie: nell’area interessata si passa dall’Arabia Saudita, dove l’impatto risulta praticamente nullo, si legge su Traveldailynews, a realtà dove la diminuzione varia dal 40% al Emirates al 62% di Qatar Airways, o dal 50% di Etihad al 64% di Air Arabia. Nell’analisi Oag evidenzia come poi 44 vettori hanno rimosso tutta la capacità fino alla fine di aprile, per circa 245mila posti a settimana. Guardando inoltre a maggio, sono evidenti ulteriori aggiustamenti di capacità, con Wizz Air che ha cancellato più di 450 voli e British Airways che ha rimosso 266 voli precedentemente programmati.

Nonostante le interruzioni, c'è stato uno spostamento limitato della capacità su rotte alternative a lungo raggio. L'analisi degli orari di maggio mostra solo aumenti marginali nei servizi Asia-Europa. Singapore Airlines ha aggiunto 13 voli aggiuntivi per Londra Gatwick, mentre Turkish Airlines ha introdotto 35 voli aggiuntivi su rotte tra cui Pechino e Bangkok rispetto agli orari di febbraio. Una fase di aspettativa, dunque, che dovrà fare anche i conti con il tema del caro carburante, che si tradurrà ‘inevitabilmente’, come sottolineato dal ceo Iata Willie Walsh, in un aumento dei prezzi e in possibili ripercussioni sulla domanda. L’ennesima sfida per il settore, che al momento resta alla finestra in attesa di sviluppi.

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