L'appello di easyJet dopo Brexit: "Cielo unico europeo per l'aviazione"

Lavorare a stretto contatto con i Governi per fare in modo che il Regno Unito rimanga nel mercato unico europeo dell’aviazione anche dopo Brexit.

È questo il primo obiettivo di easyJet all’indomani dell’esito del referendum in Gran Bretagna che ha sancito l’uscita del Paese dall’Unione europea. “Questa scelta non impatterà la strategia dell’azienda – ha sottolineato la compagnia in una nota – e la sua capacità di generare crescita sostenibile degli utili”.

Il vettore aveva lavorato nelle settimane precedenti al referendum ad alcune opzioni per continuare a lavorare in tutti i mercati di riferimento senza particolari ripercussioni su un business, quello del trasporto aereo in generale e del mondo low cost in particolare, che oggi teme forti scossoni derivanti dal nuovo scenario.

Per easyJet un business solido
“Rimaniamo convinti della solidità del modello di business di easyJet e della nostra capacità di proseguire con l’attuale strategia di successo e di garantire ritorni – ha sottolineato il ceo Carolyn McCall -. Abbiamo scritto oggi stesso al Governo britannico e alla Commissione Europea chiedendo loro di porsi come priorità la permanenza del Regno Unito nel mercato unico europeo dell’aviazione, data l’importanza per i consumatori e per gli interscambi commerciali”.

Una situazione, questa, che manterrebbe in massima parte lo status quo nel trasporto aereo, quindi senza particolari ripercussioni per gli attori del comparto.

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