Via la tassa d'imbarco

Alla fine il tanto atteso via libera definitivo è arrivato con l’approvazione in Senato del Dl enti locali: l’aumento della tassa d’imbarco da 2,5 euro deciso nel 2013 sarà sospeso. Almeno fino a fine anno, in attesa di un provvedimento definitivo.

Il Governo mantiene quindi la promessa fatta dopo gli incontri avuti in particolare con i vertici di Ryanair, che avevano avviato un lungo braccio di ferro culminato con le decisioni di uscire da alcuni degli scali minori, in polemica proprio con gli aumenti varati.

Le prime reazioni
Ora si attendono le contromosse, dopo che nei giorni scorsi il chief marketing officer del vettore, Kenny Jacobs, aveva espresso soddisfazione per le aperture del ministro dei Trasporti Graziano Del Rio. Una posizione condivisa anche dal direttore per l’Italia di easyJet Frances Ouseley, che aveva aggiunto: “Auspico sia un primo passo verso una completa abolizione della tassa nel futuro. Da gennaio 2017, infatti, il problema si riproporrà in modo strutturale e va quindi affrontato con maggiore incisività, da subito, intervenendo già all’interno della prossima Legge di Stabilità, che rappresenta una ulteriore opportunità di ridurre le addizionali d’imbarco ed imprimere quindi positivi cambiamenti dal 2017 in poi”.

Gli effetti negativi della tassa
Punta alla sospensione definitiva anche l’Ibar, l’Italian Board Airline Representatives, che aveva anche quantificato gli effetti negativi dell’aumento: “La sola introduzione di una tassa addizionale comunale di 2,50 euro generava un saldo negativo di 750mila passeggeri annui e la conseguente perdita di oltre 2.200 posti di lavoro tra settore ed indotto”.

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