È cominciata la rincorsa ai ricavi di Alitalia. La semestrale 2012 si chiude per la compagnia aerea presieduta da Roberto Colaninno con ricavi pari a 1,68 miliardi di euro, in crescita del 4,1 per cento sullo stesso periodo 2011. E dà il via a quel percorso di risalita che nel 2013 dovrebbe portare il vettore al pareggio finanziario.
"Il peggio è passato - è stato il commento dell'amministratore delegato Andrea Ragnetti (nella foto) -, puntiamo a una inversione di tendenza nel secondo semestre". Nell'ultimo trimestre "abbiamo lavorato per accelerare il tasso di crescita dei nostri ricavi nei prossimi sei mesi - prosegue Ragnetti -, e soprattutto nel 2013". Anno che dovrebbe segnare "il ritorno di Alitalia all'utile operativo dopo più di vent'anni".
Nei primi sei mesi 2012 sono stati oltre 11 milioni i pax movimentati dalla compagnia, con una lieve flessione dello 0,8 per cento sul 2011. A questi si aggiungono i 195mila passeggeri trasportati sui voli charter a lungo raggio avviati lo scorso inverno. Un'intuizione vincente, dunque, quella di Az: sfruttare le macchine ferme durante la winter per operazioni Itc.
Una manovra che potrebbe, effettivamente, portare ulteriore linfa al business del vettore nel prossimo inverno, quando il network charter dovrebbe estendersi ad altre destinazioni. Messico e Mauritius potrebbero infatti affiancarsi alle mete africane e caraibiche servite lo scorso anno.
Oltre alle manovre charter, una decisa spinta ai ricavi l'hanno data il forte incremento delle ancillary revenue, lo sviluppo di manovre di adeguamento delle tariffe al costo del carburante e una più efficiente gestione delle classi tariffarie.
Nel periodo gennaio-maggio la quota di mercato del Gruppo Az è stata del 22,7 per cento, sull'insieme dei tre segmenti, intercontinentale, internazionale e domestico. E grazie agli interventi sulla capacità offerta, ridotta complessivamente del 3,7 per cento, sono saliti i risultati di load factor, passato dal 67,7 per nceto del 2011 all'attuale 71,1 per cento.