Gli hotel italiani fanno gola ai gruppi internazionali: parte la conquista

Gli alberghi italiani fanno sempre più gola ai gruppi internazionali. A confermare il trend Francesco Calia, head of hotels di Cbre Italy, che, presentando l’ultimo ‘Hotels Pan Emea Report 2021’, spiega come “la dimensione del patrimonio alberghiero nazionale, l’elevata frammentazione del comparto in Italia, le performance gestionali considerevoli nei mercati primari e il ridotto livello di penetrazione dei brand del Paese rendono il settore particolarmente interessante per le catene internazionali, che potrebbero trovare opportunità di gestione nel Paese”.

Il settore si presenta di grande appeal per investitori di varia natura. “Sono molte, infatti, le opportunità di riposizionamento e rebranding – continua Calia -. È probabile quindi che, nel corso di quest’anno, si assista a una crescita dei volumi di investimento nel mercato hotels rispetto al 2020. I driver principali saranno il flight-to-quality e le opportunità value-add”.

La ripartenza
Sul fronte del business e della ripartenza, per il 2021 “gli investitori si attendono sconti sul pricing a causa di una carenza di liquidità e di un’erogazione limitata di finanziamenti da parte degli istituti di credito”.

Le previsioni
Allargando lo sguardo sull’Europa, la ripresa del mercato alberghiero sarà, almeno inizialmente, guidata dalla domanda domestica e le performance degli hotel in tutta l’area non torneranno ai livelli pre-pandemia fino al 2024. I Paesi europei con una forte domanda domestica, sia di tipo leisure, sia legata a ragioni lavorative, avranno una ripresa probabilmente più rapida. “Ci attendiamo una lenta ripresa del mercato europeo nel 2021, con dei picchi di performance nel settore leisure durante la stagione estiva e i primi mesi autunnali – precisa Owen Pritchard, executive director and coo, Emea Hotels Cbre -. Il comportamento dei consumatori faciliterà lo sviluppo di prodotti innovativi e gli aspetti ambientali, sociali e di governance diventeranno un ambito di crescente interesse per il mercato dell’hospitality in Europa. Le strutture operative continueranno a evolvere e il franchising sarà la modalità di crescita prevalente per i principali brand internazionali”.

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