Datatur: il turismo in pandemia alla prova dei dati

L’aggiornamento alla decima edizione di Datatur, realizzata da Federalberghi e dall’Ebnt, con il supporto tecnico scientifico di Incipit Consulting, esce in un momento ancora critico per l’Italia e il resto del mondo, segnato dall’emergenza pandemia che ha colpito il nostro Paese più duramente di altri e che sta avendo conseguenze pesanti sul sistema economico italiano, in particolar modo sul turismo. Questa edizione aggiornata contiene una panoramica del comparto turistico in generale e di quello alberghiero in particolare ancora relativa a prima dell’emergenza Coronavirus e analizza, nel secondo capitolo, i dati preliminari completi relativi al 2020 e le ricadute della pandemia sui flussi turistici internazionali. Un’analisi approfondita e circostanziata delle conseguenze della pandemia sull’economia turistica, afferma Hotelmag verrà realizzata nell’edizione di maggio 2021.

“Lo scenario economico evidenzia un’economia mondiale in rallentamento nel corso del 2019 (+2,9%) sia in Europa che nelle principali economie asiatiche – riporta lo studio -, mentre nel 2020 l’emergenza globale generata dalla pandemia di Covid-19 e il conseguente lockdown generalizzato potrebbero aver determinato la peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione. All’interno di questo contesto internazionale l’Italia, che già nel 2018 era cresciuta meno della media europea, ha subito nel corso del 2019 un’ulteriore frenata con un incremento del Pil dello 0,3% e sarebbe stata, nel 2020, tra i Paesi più penalizzati dalla pandemia, subendo una contrazione del Pil stimata intorno al 9%”.

Nel comparto alberghiero è proseguito, anche nel 2019, il processo di ristrutturazione e riqualificazione delle strutture, su cui incombono, però, gli effetti della pandemia, che potrebbero mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza di molte di esse. Dal lato della domanda, caratterizzata, nell’ultimo biennio, da dinamiche analoghe a quelle mondiali, i flussi di clientela hanno registrato una decelerazione, più moderata nel 2018, più consistente nel 2019 e si prospettano in caduta libera nel 2020. Le performance più modeste del turismo internazionale nel corso del 2019 non hanno avuto ripercussioni negative sulle entrate turistiche dell’Italia: le spese dei viaggiatori stranieri nel Paese sono cresciute del 6,2%, sostanzialmente in linea con l’incremento registrato nel 2018. Per il 2020, invece, il crollo dei flussi turistici dall’estero fa prefigurare perdite ingenti delle entrate della bilancia turistica.

L’economia delle imprese turistiche ha subito una decelerazione nel 2019: gli indici del fatturato dei servizi turistici sono aumentati mediamente del 2,1%, contro il 3,2% del 2018. Il comparto alberghiero ha comunque continuato a registrare andamenti positivi, con poche eccezioni, sia sul fronte dei tassi di occupazione e delle tariffe, sia su quello della redditività, anche se nel corso dell’anno è andata calando la fiducia delle imprese ed è aumentato il numero delle strutture all’asta. Con riferimento al mercato del lavoro, i dati relativi al 2019 mettono in evidenza una crescita generalizzata, seppure più contenuta rispetto al biennio precedente, dei livelli occupazionali nel turismo.

Questo quadro è purtroppo destinato a subire uno sconvolgimento profondo nel 2020 con i livelli di fatturato e occupazione del comparto alberghiero in caduta libera a causa dei contraccolpi dell’emergenza sanitaria e delle misure per il suo contenimento.

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