Andamento positivo per i trophy hotel italiani

Nonostante la difficile congiuntura economica, tengono gli investimenti nei trophy hotel italiani, vale a dire il top dell'hotellerie di casa nostra. E il merito è soprattutto della grande disponibilità degli investitori mediorientali.

A rilevarlo è l'ultimo rapporto elaborato da Jones Lang LaSalle Hotels. “Le transazioni ci sono e anche a prezzi che riflettono il valore dei trophy assets nel lungo periodo - ha spiegato il vicepresidente esecutivo della società Roberto Galano -. Il 2012 potrebbe essere l'anno migliore per l'Italia in termini di volumi di investimenti. Una situazione  che non va però ricollegata all'andamento economico generale quanto piuttosto a situazioni particolari e isolate dai trend tipici”.

Un esempio su tutti: la recente acquisizione degli slot della Costa Smeralda da parte di Qatar Holding. “Di fatto dal 2008 abbiamo assistito a un crollo degli investimenti, ad eccezione proprio dei soggetti mediorientali, gli unici che non hanno bisogno di finanziamenti bancari”.

Il mercato italiano rimane comunque essenzialmente domestico, evidenzia la ricerca, con il 45 per cento dell'attività di investimento in trophy hotel dal 2001 al 2010 dominata da soggetti nazionali.

In termini di location, primeggia Milano con il 49 per cento del volume totale degli investimenti. Dal punto di vista delle prestazioni, invece, le performance migliori sono quelle dei trophy resort che, seppur su base stagionale, registrano i più alti livelli di ricavi medi per camera (570 euro).

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