Bluserena Hotels & Resorts continua nel suo percorso di rinnovamento dell’offerta, forte di un bilancio 2025 che rappresenta per il gruppo il terzo anno consecutivo di crescita record, con oltre 1,2 milioni di presenze nelle sue 13 strutture.
“Un percorso - racconta Marcello Cicalò, ceo di Bluserena Hotels & Resorts - partito tre anni fa con una serie di lavori di ristrutturazione degli asset e di riposizionamento del brand verso l’alto, con la logica conseguenza del riallineamento delle tariffe in base agli investimenti fatti, pari a quasi 80 milioni di euro”.
Fermandosi, poi, ad analizzare il percepito, il gruppo si è accorto che le formule storiche di ospitalità - la tradizionale pensione completa e la ‘formula extra’ con bevande incluse -, erano ben chiare agli ospiti storici, ma decisamente di meno a quelli nuovi che, specifica Cicalò, rappresentano uno share del 55% l’anno sul totale della clientela.
“Dopo alcuni test - prosegue Cicalò - abbiamo quindi deciso di introdurre, per la prima volta in Italia, tre nuove formule di soggiorno: Soft-Inclusive, All-Inclusive e Ultra-Inclusive”.
Le tre nuove formule
La soft include le bevande analcoliche a qualunque ora del giorno, la formula all inclusive ha anche gli alcolici, mentre l’ultra all inclusive (che per ora è applicata solo a Is Serena Badesi Resort in Sardegna) comprende, tra l’altro, accessi illimitati ai ristoranti tematici, una linea premium di bevande, un massaggio e un’esperienza gastronomica in un ristorante esterno al resort. “L’innovazione - fa notare Cicalò - sta nell’aver rivisto completamente il modo di comunicare queste formule, utilizzando una griglia molto chiara. Particolare che sta impattando sulla conversione delle prenotazioni: la crescita rispetto a febbraio 2025 è a doppia cifra”.
Un incremento dovuto soprattutto ai mercati esteri. A oggi le nazionalità presenti nelle strutture Bluserena sono 28, anche se la componente principale è quella europea, con Francia, Svizzera, Gran Bretagna e Germania sugli scudi.
“A livello di gruppo - precisa Cicalò - il 16% è rappresentato da stranieri e il resto da italiani. Se pensiamo che solo nel 2022 la componente internazionale era appena del 2% ci rendiamo conto del grande balzo in avanti fatto da Bluserena”. Un gruppo che fa del rapporto tra il personale e i clienti il punto forte della propria offerta turistica: “I nostri ospiti hanno un attaccamento al brand che è quasi da fan - sottolinea Cicalò -, conoscono tutti i nostri alberghi, a volte meglio del nostro staff. Questo è un valore enorme, che deve rimanere”.