“È stato come andare sulle montagne russe”. Una similitudine, quella usata da Fabrizio Prete, che sintetizza bene il quadro del 2026 di Garibaldi Hotels: un anno la cui complessità ha messo a dura prova il gruppo.
“L’andamento altalenante - conferma il direttore generale del gruppo - è stata la cifra distintiva soprattutto di questi ultimi mesi, con la domanda che in alcune settimane sembrava incontenibile e in altre crollava, non permettendoci di fare programmi, di imbastire una politica commerciale a medio termine”.
Nonostante tutto ciò, però, secondo le sue previsioni i ricavi a fine anno dovrebbero crescere a doppia cifra: “Tirando le somme al 30 agosto ci siamo resi conto che anche quest’anno dovremmo mantenere il trend positivo del 2025, che ha visto i ricavi crescere del 18% rispetto all’anno precedente”. A parità di perimetro l’indicatore dovrebbe far segnare, per il 2026, un aumento di circa 12 punti percentuali sull’anno scorso. Un incremento niente affatto scontato, data la situazione: qual è il segreto, dunque? “Abbiamo fatto un lavoro certosino sul cliente - spiega Prete -, con campagne mirate su determinati target, benefit per successivi soggiorni, upgrade dei servizi: investimenti impegnativi, ma che sono stati ripagati. E il risultato è arrivato”.
Crescita dei ricavi importante, dunque, ma alla quale non ha fatto seguito un incremento altrettanto forte della marginalità. Il motivo è fin troppo noto: gli aumenti scellerati dei costi energetici e delle materie prime. “Abbiamo dovuto combattere i rincari su ogni camera - sottolinea Prete - e in termini assoluti chiuderemo con un ebitda uguale allo scorso anno e una crescita dell’adr del 4,5% sul 2025”.
Da sempre nelle sue 18 strutture Garibaldi Hotels vede prevalere la componente internazionale di clientela e il 2026 non ha fatto eccezione, con risultati interessanti soprattutto nelle strutture del Sud. “In Sardegna il mercato internazionale è arrivato, nelle nostre strutture, all’85-90% - precisa Prete -. E se, in questa regione, abbiamo mantenuto le performance del 2025, a stupirci è stata la stagione della Sicilia: partita male, è migliorata nel corso dei mesi facendo registrare un agosto strepitoso, forse il migliore da quando abbiamo le nostre due strutture lì”.
Soddisfacente anche l’andamento della Puglia, in cui le strutture di Garibaldi Hotels sono cresciute complessivamente dell’11% rispetto al 2025 e che, fa notare Prete, “quest’anno è stata letteralmente presa d’assalto dai turisti francesi”. Per il resto il ranking dei principali bacini emissori include Paesi dell’Est come Polonia e Repubblica Ceca e la Germania.
Anche le strutture urbane hanno registrato risultati incoraggianti. “Abbiamo rilevato una crescita importante sull’Hilton di Lecce, ma anche Matera ha performato bene”. Unica eccezione la Capitale che, sottolinea Prete, ha subito un calo importante in estate, “anche se il paragone con lo scorso anno, che era quello del Giubileo, potrebbe essere fuoviante. Devo tuttavia sottolineare che, a settembre e ottobre, le prenotazioni sono riprese”.
E a proposito di grandi eventi, le Olimpiadi hanno trainato le performance delle strutture montane del gruppo, che sono state ottime. Performance che, ammette Prete, “probabilmente sarà difficile eguagliare di nuovo”.
In fiera Garibaldi Hotels ha presentato i nuovi obiettivi della sua Destination Management Company che, lanciata lo scorso anno a partire dalla Sardegna, quest’anno ha visto aggiungersi la Calabria e, nel 2027, vede nel mirino la Puglia.
“La camera è il nostro core business - conclude Prete -, ma è anche il fulcro di un intero complesso di servizi da proporre al cliente per dargli la possibilità di vivere un soggiorno il più integrato possibile con il territorio”.