Negli ultimi anni gli attacchi informatici contro il settore dell’ospitalità sono cresciuti in modo significativo. Secondo il 2024 Hospitality Cybersecurity Threat Report di Trustwave, oltre il 13% delle violazioni globali ha riguardato hotel e strutture ricettive.
A renderli un bersaglio privilegiato sono le grandi quantità di dati sensibili trattati, le reti Wi-Fi condivise e dispositivi connessi spesso poco protetti.
I punti deboli
L’analisi del settore alberghiero italiano rivela inoltre una ulteriore vulnerabilità: su 32mila strutture analizzate, l’80% sono hotel indipendenti a gestione prevalentemente familiare, che investono meno del 2% in sicurezza.
Mentre l’88% delle strutture utilizza almeno uno strumento digitale, il 43% non ha un responsabile della sicurezza informatica, il 72,7% non ha mai implementato formazione sulla cybersecurity e il 73,3% non conosce nemmeno cosa sia un attacco ransomware.
Sempre più hotel italiani finiscono così nel mirino degli hacker con migliaia di identità rubate e rivendute sul dark web a prezzi fino a 20mila euro. Secondo l’Agid le vittime sarebbero 160mila, colpite attraverso phishing, reti Wi-Fi non sicure e sistemi di videosorveglianza.
Federalberghi invita a rafforzare le difese tecnologiche e a fare formazione del personale, in vista anche delle Olimpiadi di Milano-Cortina.