Lavoro nel turismo, Fabri:
“Attrarre di più i giovani”

A dimostrarlo sono i dati: l’attrattività dell’Italia sui mercati internazionali è indiscussa e alcuni degli indicatori, come il tasso di saturazione Ota e le tariffe medie, sono migliori e più competitivi rispetto ai nostri rivali del Sud del Mediterraneo. Un bel risultato, che ha spinto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a scrivere sui social: “L’Italia si conferma al vertice del turismo europeo anche per l’estate 2026”, ringraziando “imprenditori, lavoratori e operatori del settore che ogni giorno contribuiscono a rendere l’Italia una meta sempre più attrattiva e competitiva”.

Un settore strategico

Il turismo si conferma, dunque, un settore strategico capace di generare occupazione, opportunità di crescita professionale e valore per l’economia del Paese. Le ultime cifre in possesso di Confindustria Alberghi (Aica) parlano di oltre 1,6 milioni di contatti di lavoro attivati in un semestre in un comparto che, a oggi, rappresenta il 21,9% dell’intera domanda nazionale; più di un’assunzione su cinque in Italia passa, dunque, dal settore turistico.

Un mercato del lavoro in grado di offrire percorsi professionali e retribuzioni in linea con altri settori soprattutto all’indomani del rinnovo del CCNL per i dirigenti delle aziende dell’industria alberghiera aderenti ad Aica con un’azione che, come spiega la presidente Elisabetta Fabri, “testimonia la volontà di dotare il settore alberghiero di uno strumento contrattuale moderno, equilibrato e capace di accompagnare le imprese in una fase di profonda evoluzione del mercato”.

Le responsabilità della leadership

Tutto bene, dunque? Non proprio perché, come fa notare la stessa Fabri, la leadership non è un traguardo, bensì una responsabilità. “I dati diffusi dal Ministero del Turismo - dichiara - sono una buona notizia per il nostro Paese e confermano che l’Italia resta un punto di riferimento internazionale per qualità dell’offerta e rapporto qualità-prezzo. Questo risultato è merito delle imprese alberghiere e di tutti coloro che lavorano ogni giorno per offrire ai nostri ospiti un’esperienza unica, basata sull’eccellenza dei servizi e sulla bellezza del nostro territorio”.

L’importante, ora, è non fermarsi ai risultati raggiunti ma fare sistema, rafforzando la collaborazione tra imprese e istituzioni: “Stiamo andando nella direzione giusta, ma dobbiamo lavorare a una visione a 10 anni del nostro settore, capace di richiamare il turismo di qualità e di valorizzare il capitale umano, diventando attraente per i giovani talenti”.

Fabri dimostra così, ancora una volta, di aver centrato il nocciolo della questione, con il suo richiamo alla lungimiranza nel definire le strategie di business, ma soprattutto alla necessità di mettere in atto azioni concrete per attrarre i più giovani che, dal dopo Covid, hanno dimostrato di essere sempre più attenti, ancora più che al livello retributivo, al giusto bilanciamento tra lavoro e vita privata.

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