Affrontare con carattere, determinazione e consapevolezza la difficile congiuntura che sta mettendo a dura prova il turismo. Fermamente convinta delle capacità di cui è dotato questo comparto, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato dal palco della 76esima Assemblea nazionale Federalberghi, svoltasi a Roma, per testimoniare la volontà di supportare e rassicurare l’imprenditoria dell’ospitalità.
“Possiamo dire che il turismo italiano è tornato forte e solido - ha sottolineato la premier -. Il nostro sistema ha rafforzato la capacità di attrarre domanda estera e di trattenerla per più giorni. E ci è riuscito grazie al dinamismo e all’intraprendenza degli operatori che non hanno smesso di rimboccarsi le maniche, che non si accontentano e che continuano a voler alzare l’asticella della qualità”. Un tema, quest’ultimo, caro a Bernabò Bocca, unanimemente riconfermato alla presidenza di Federalberghi, ma con un inaspettato nuovo impegno, verso cui non nasconde una certa preoccupazione.
Rafforzare la promozione
“Proprio mentre il nostro settore conferma la sua forza un fattore esterno pesa sugli scenari futuri - ha affermato Bocca -: il rischio geopolitico. Per l’Italia, che ha costruito una parte importante della crescita proprio sulla capacità di attrarre visitatori internazionali, questo significa che non possiamo dare nulla per scontato. Anzi, dobbiamo rafforzare la promozione e continuare a offrire un’immagine di affidabilità, sicurezza e qualità che sia più forte di qualsiasi scenario di crisi”. Non a caso, le prime richieste del presidente Federalberghi al nuovo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, sono di “fornire strumenti semplici da utilizzare ed efficaci per mantenere alta la qualità del turismo italiano, e uno degli strumenti più utili è il credito d’imposta agevolato”.
Il ritardo della componente statunitense
E se il quadro generale non consente facili previsioni, fa comunque emergere tendenze: “Non stiamo vedendo tante cancellazioni - ha detto Bocca -, ma, piuttosto, un forte rallentamento di prenotazioni, soprattutto dai mercati ricchi. Stiamo arrivando a maggio, che tradizionalmente è il mese dei turisti americani, e il ritardo nelle loro prenotazioni mi preoccupa. Ci mancano già i russi e ora i mediorientali, e se verranno a mancare anche i clienti americani sarà problematico in termini di ricavi. Ci auguriamo, qualora giungano notizie più rassicuranti dalle aree di conflitto, che si riesca a recuperare parte del turismo oltreoceano. Quello europeo, invece, sta tenendo”.
Il nodo dei costi
Ma un’altra voce si fa sentire forte: “Le incognite relative al costo dell’energia rappresentano una pesante ipoteca sia sui risultati di quest’anno che sulle prospettive future - ha avvertito Bocca -. Occorre intervenire al più presto per sterilizzare gli effetti di questo shock esogeno che potrebbero essere gravi e di lunga durata”. “Sulla questione energetica sfondate una porta aperta - ha risposto Meloni -. Siamo consapevoli di quanto questa materia sia fondamentale per mettere le aziende in condizione di competere ad armi pari”.