A una settimana dall’uscita nelle sale del nuovo film di Christopher Nolan, l’Odissea è tornata al centro dell’immaginario contemporaneo. Percorre i sentieri di Omero anche Moyseion Matera, il museo abitato della città dei Sassi, che dal 1 agosto lancia Nékyia - Odisseo nel regno delle ombre, un nuovo rituale performativo ispirato al celebre canto XI dell’Odissea, nel quale l’eroe discende nel regno dei morti per interrogare Tiresia e ritrovare l’ombra della madre Anticlea.
Il percorso si svolge nel Santuario delle Acque, lo spazio simbolico che costituisce il cuore del museo abitato. Gli ospiti seguono Odisseo in una lenta discesa attraverso gli ambienti ipogei, partecipano ai gesti del rituale, attraversano il buio accompagnati dal suono del tamburo e da una partitura musicale originale, fino a raggiungere il luogo dell’incontro con le ombre.
Il nuovo rituale non vuole ricostruire un’antica cerimonia né mettere in scena il poema di Omero. Il mito diventa materia viva, tradotta attraverso corpo, voce, musica, luce e movimento. La particolare conformazione del Santuario delle Acque rende fisico il passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, mentre il ritorno finale verso la superficie accompagna simbolicamente il viaggio di Odisseo verso una nuova consapevolezza.
L’ospite compie così lo stesso movimento dell’eroe: scende per confrontarsi con ciò che è stato perduto e torna infine alla luce.
Il progetto nasce da quattro mesi di formazione teatrale, ricerca drammaturgica e lavoro sul corpo condotti dal regista Vincenzo Paolicelli insieme al team culturale di Moyseion, composto da performer, musicisti, archeologi e studiosi che ogni giorno animano il museo abitato.
“Non volevamo semplicemente raccontare il viaggio di Odisseo nel mondo dei morti, ma costruire una soglia che l’ospite potesse attraversare - afferma Antonio Panetta, fondatore e curatore di Moyseion -. Odisseo cerca Tiresia per conoscere la strada di casa, ma prima di poter proseguire deve incontrare la madre e ciò che il suo viaggio gli ha sottratto. È in questa tensione tra perdita e ritorno che il mito torna a parlare a ciascuno di noi”.
Con questo nuovo rituale, Moyseion prosegue il proprio percorso di ricerca sull’archeologia poetica, trasformando il patrimonio culturale in un’esperienza partecipata.