Prezzi e formazione,
le strategie in hotel
per cogliere i trend

Intercettare in anticipo le tendenze e attrezzarsi con logiche di approccio diverse rispetto al passato. Il mondo dell’hospitality è sempre più consapevole dei mutamenti del mercato e della società e ora, invece di rincorrerli, riesce ad anticiparli. Ed è così che il last minute - peraltro in forte diminuzione - e il nodo del personale stanno preoccupando sempre meno i gruppi alberghieri.

“Noi non abbiamo problemi a gestire il fenomeno del last minute grazie alla vendita dinamica sul leisure” spiega a TTG Italia Fabrizio Prete, amministratore delegato di Garibaldi Hotels, sottolineando come il suo gruppo abbia saputo intercettare i cambiamenti di mercato da tempo. “Già dal dopo-Covid abbiamo capito che l’approccio alla vacanza stava cambiando - spiega -. Oltre a un adattamento al fenomeno del last minute occorreva essere anche in grado di superare logiche rigide come, ad esempio, il soggiorno bloccato da domenica a domenica, abolendo il minimum stay il più possibile. I listini statici non avevano più senso”.

“Il pricing dinamico è ormai una caratteristica imprescindibile - gli fa eco Giuseppe Marchese, ceo di RHC Group - per aumentare la quota di prenotazioni anticipate. Noi proponiamo anche la prenotazione flessibile, più cara ma che consente di cancellare anche sottodata. C’è da dire che, avendo noi gli Usa come primo mercato, siamo relativamente al riparo dal last minute in quanto gli americani tendono sempre a prenotare con largo anticipo per via del volato”.

Logiche di approccio al mercato diverse rispetto al passato, dunque, unite a una strategia di pricing estremamente dinamico che però, fa notare Prete, necessita di un massiccio investimento in tecnologia e di risorse altamente specializzate. “Ora - aggiunge - siamo in grado di gestire con efficienza il pricing anche in situazioni di stasi del mercato, definendo la tariffa in base a un ricco ventaglio di parametri quali location, periodo, tipologia di struttura e preferenze del cliente”.

Preferenze che, come sottolinea Manuela Miraudo, marketing and events manager di Blu Hotels, stanno cambiando radicalmente anche sul fronte della durata: “Al fenomeno sempre presente del last minute - spiega - si aggiunge la parcellizzazione delle vacanze che, soprattutto in montagna, sono sempre più corte, magari a favore di altri short break spalmati nel corso dell’anno”.

La prospettiva, però, cambia se l’osservatorio è quello di BWH Hotels Italy & South-East Europe. “Quest’anno - riferisce a TTG la ceo Sara Digiesi - registriamo in realtà un incremento dell’advance booking rispetto al 2025, che già aveva segnato un cambio di passo importante, con un aumento di circa il 9%”. Un quadro, aggiunge, in cui le destinazioni balneari, diverse aree del Nord Italia e la Sicilia stanno registrando un anticipo più marcato delle prenotazioni rispetto allo scorso anno.

Dello stesso parere Marcello Mangia, presidente e ceo di Mangia’s: “Anche il mercato italiano, come quello nordeuropeo, incomincia a virare sull’advance booking - riferisce -, come mostra l’ottimo incremento di prenotazioni per la Sicilia, che per fortuna non sembra aver subito danni d’immagine a causa dei recenti eventi climatici”.

A suffragare la crescita dell’advance booking con dei numeri è Ada Miraglia, direttore commerciale di CDSHotels: “I primi riscontri sul 2026 confermano un mercato più orientato alla programmazione anticipata: il forecast delle prenotazioni già inserite segna un +37% rispetto alla stessa data del 2025, in linea con la dinamica di early booking già osservata lo scorso anno”. Una base ampia di pratiche già acquisite, utile per pianificare con maggiore precisione produzione, pricing e operatività.

Il servizio completo sul nuovo TTG Today, disponibile nella digital edition a questo link.

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