Roma consolida il proprio ruolo nel real estate di alta gamma e avvicina il residenziale all’hospitality. Secondo il Prime International Residential Index 2026 di Knight Frank, nel 2025 i valori delle abitazioni prime nella Capitale sono cresciuti del 5,5%, portandola al 23° posto tra 100 mercati.
Un risultato inferiore a Firenze, +6,7%, e al Lago di Como, +6,5%, ma superiore a Madrid, +5%, Parigi, +1,3%, e Londra, in calo del 4,7%. A sostenere Roma sono la domanda internazionale e la scarsità di immobili irripetibili: appartamenti in palazzi storici, terrazze sui monumenti e ville nel verde.
Nel segmento premium, però, posizione e metratura non bastano più. Gli acquirenti valutano ristrutturazione, privacy, sicurezza, benessere, gestione della proprietà e servizi personalizzati. Da qui cresce il legame con l’ospitalità di lusso e si afferma il modello delle branded residences, al quale Knight Frank dedica spazio nel Wealth Report.
Il brand alberghiero trasferisce nella casa standard di servizio, assistenza e comfort, trasformandola in un’esperienza abitativa. Il World Cities Prime Residential Index 2026 di Savills stima per i 30 mercati esaminati una crescita media dei valori prime dell’1,3% nel 2026 e segnala a Roma una domanda robusta. A conservare maggiore attrattività saranno, quindi, gli immobili unici, restaurati e inseriti in contesti prestigiosi, capaci di integrare patrimonio storico, lifestyle e cultura dell’accoglienza.