Turismo enogastronomico, chi lo sceglie e dove va

Generalmente sono sposati o convivono; provengono da tutto il Paese, ma in particolare dall’Italia meridionale, e appartengono soprattutto a due fasce di età: la Generazione X (che comprende i nati dal 1965 al 1980, e i Millennials, nati dal 1981 al 1988. È questo l’identikit del turista-tipo più propenso a viaggiare con motivazioni legate all’enogastronomia.

I dati arrivano dalla seconda edizione del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2019, che sottolinea come gli itinerari a tema enogastronomico riguardino il 52% dei viaggiatori del Sud Italia, contro il 47% di quelli che abitano nelle regioni del Nord-Ovest e il 39% in quelle del Nord-Est.

Il 'paesaggio enogastronomico'
I Millennials che hanno dichiarato di aver effettuato viaggi di questa natura sono il 46%, con un incremento di interesse dell’86% su base annua. Ad affermarsi, spiega il rapporto, è il concetto di ‘paesaggio enogastronomico’, ovvero quell’insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotto tipico, che il turista italiano prende sempre più in considerazione quando sceglie la meta del suo prossimo viaggio.

Le mete e i Paesi più gettonati
Ma quali sono le regioni più amate per questo tipo di vacanze? Sul podio salgono Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggiore consenso. Per quanto riguarda, invece, l’estero, Spagna e Francia i Paesi più graditi dai turisti italiani risultano essere Spagna e Francia con Parigi, Barcellona e Madrid indicate tra le città straniere.
L’enogastronomia è, dunque, un elemento turistico chiave che, secondo l’autrice del rapporto Roberta Garibaldi “deve diventare un forte elemento di attenzione per tutte le destinazioni italiane, per stimolare un’offerta eno-gastro-turistica sempre più strutturata”.

Il rapporto è stato redatto anche con la collaborazione di docenti di università italiane ed esperti del settore, sotto la supervisione scientifica della World Food Travel Association e dell’Università degli studi di Bergamo; ha il patrocinio del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, Federculture, Ismea, Fondazione Qualivita e Touring Club Italiano.

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