Made in Italy Summit 2021: anche l'enogastronomia ha bisogno di tecnologia

La crisi degli approvvigionamenti commerciali può mettere a rischio anche il turismo enogastronomico. Nonostante il settore sia oggi uno dei più floridi dell'economia nazionale, grazie soprattutto ai 7 miliardi di euro fatturati dall'export dei vini tricolore nell'ultima annata, l'Italia non può permettersi alcun calo di produzione.

Conclusione su cui si sono trovati concordi tutti i relatori invitati alla tavola rotonda 'food & wine' del Made in Italy Summit 2021', evento streaming organizzato da il Sole 24 Ore insieme al Financial Times. "La pandemia sta contribuendo all'aumento dei costi strutturali e infrastrutturali delle filiere - ha osservato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato Filiera Italia -, ma la risposta non può essere quella di diminuire la produzione per tagliare le spese. Significherebbe perdere quote di consumatori-turisti, pur in presenza di riconosciute eccellenze di mercato".

Investire in innovazione
Occorre invece, ha aggiungo, "investire in innovazione tecnologica, grazie alla quale è possibile ottimizzare i processi produttivi con l'uso di satelliti, droni o georeferenziatori, divenuti oggi indispensabili per l'attestazione dei marchi di qualità".

Se il settore saprà conciliare l'uso dei nuovi mezzi col rispetto e la preservazione delle tante tradizioni territoriali, vero 'patrimonio Doc' del Belpaese, l'offerta italiana continuerà ad occupare i vertici del lifestyle internazionale.

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