EDITORIALE - La giusta misura

Il coraggio di scegliere, in una fase dove regnano l’attesa e la confusione. Quest’ultima nasce dalle troppe “sparate” che ogni giorno colpiscono l’industria del turismo, tra mete congelate e vettori che annunciano riduzioni di tratte e mancanza di carburante.

Il conflitto del Golfo, in qualche modo, sta condizionando anche il mercato interno. Chi ha annunciato già due mesi fa che sarebbe stata un’estate tutta italiana non aveva forse fatto i conti con l’impennata dei costi legata alle materie prime.

Così i voli domestici risentono del continuo rincaro del fuel e anche gli alberghi devono rifare i conti con le spese in aumento. Malgrado il nostro Paese si mantenga sempre su buoni livelli di competitività europea.

In questa situazione bisogna stare molto attenti a non perdere di vista il buonsenso, visto che già in passato abbiamo assistito a incrementi fuori controllo, capaci di rallentare la domanda.

L’edizione 2026 di TTG Italy arriva in una fase di attesa, ma prova a tracciare un sentiero per i prossimi mesi.

Per questo, con un’inchiesta approfondita abbiamo raccolto i pareri dei tour operator che, con i loro villaggi, dovranno pilotare il mercato fuori da questo periodo. “La regola del giusto equilibrio” è il titolo del nostro servizio, che riassume bene la necessità del comparto, lo stesso che appare preoccupato e alle prese con prove da veri funamboli.

Come si diceva sopra vi sono rischi legati alla pressione inflattiva o alle dinamiche dei prezzi molto altalenanti. Con il sottodata che spaventa in ogni caso perché regala sempre momenti di caos.

Qualcuno tra gli intervistati si spinge un po’ oltre questa fase, analizzando un settore che “deve intervenire strutturalmente sul sistema. Ora la sfida è tenere in equilibrio costo e valore”. Impresa non da poco, con le materie prime che mostrano i denti e alzano i prezzi.

Ma esiste anche la parte più interessante del momento, perché “l’Italia resta una meta solida e molto attrattiva”.

Nel secondo sfoglio del giornale abbiamo intervistato albergatori e manager dell’ospitalità. Emerge il fatto che restiamo competitivi nel Mediterraneo e questo ci mette sempre in prima fila nelle scelte dei turisti stranieri.

Se marzo e aprile hanno segnato qualche sbandamento sul fronte prenotazioni, le avvisaglie estive mostrano un recupero marcato, con il Sud Italia capace di performare molto bene lato incoming. Adesso sarà importante tenere i prezzi delle camere sotto il livello di guardia, come sottolinea Ada Miraglia, d.g. CDSHotels: “Abbiamo mantenuto tariffe quasi invariate rispetto al 2025. D’altronde aumentare anche il costo delle camere, dopo l’impennata del costo dei voli, sarebbe una mossa suicida”.

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