Nonostante il calo dei consumi mondiali di vino, scesi nel 2023 ai minimi dal 1961, l’enoturismo si conferma una leva anticiclica per il comparto vitivinicolo italiano. È quanto emerge da rapporto curato da Roberta Garibaldi, presidente di Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, SRM Centro Studi e Ricerche (Gruppo Intesa Sanpaolo) realizzato per FINE #WineTourism Marketplace Italy.
A livello globale vale 46,5 miliardi di dollari, cresce a un ritmo medio annuo del 12,9% e in Europa concentra il 51% del mercato. In Italia i visitatori in cantina sono per il 55% italiani e per il 32% stranieri, quota che segnala un forte potenziale di crescita internazionale.
Tra il 2022 e il 2024 ha investito il 77% delle imprese, più dell’hôtellerie, destinando oltre il 14% del fatturato. Chi investe registra performance migliori: produttività a 70 mila euro per addetto e ROE mediano all’1,7%. Ogni presenza genera oltre 150 euro di valore sul territorio.