FS Treni Turistici
Italiani aprirà
il suo primo hotel

L’eredità storica delle Ferrovie dello Stato viaggia oltre i binari. FS Treni Turistici Italiani si appresta, infatti, a far rivivere le atmosfere dei convogli d’epoca nella sua prima struttura alberghiera.

Il progetto, su cui la società del Gruppo Fs sta lavorando dal 2013, sorgerà a Trieste. “È l’antica stazione austro-ungarica, che usava il kaiser quando veniva a Trieste da Vienna” spiega l’amministratore delegato di FS Treni Turistici Italiani, Luigi Cantamessa.

L’edificio, abbandonato da decenni, sarà riportato in vita grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Con un finanziamento di circa 40 milioni di euro del Pnrr sarà recuperato e avrà quattro funzioni - rivela Cantamessa -: tornerà a essere una stazione; ospiterà sopra i binari un bistrot e un bar da cui si potranno vedere i treni storici partire per il lago di Bled, per la Slovenia, per Venezia e per tutto il Friuli; avrà un’ala museo, che spiegherà la storia di Trieste e dei confini dell’Italia orientale e il ruolo delle ferrovie; e infine un’ala, quella mai ricostruita dopo i danni bellici, verrà adibita ad albergo”.

La struttura ricettiva non sarà gestita direttamente da Treni Turistici Italiani, ma, precisa Cantamessa, “faremo un bando, in cui imporremo delle condizioni etiche, affinché questo albergo abbia tutta la caratterizzazione ferroviaria e l’interior sia composto di arredi di treno”.

L’approccio filologico

Il progetto sarà il frutto di un’accurata ricerca storica, secondo il modus operandi consueto della società. “Noi gestiamo gli archivi delle Ferrovie e negli archivi c’è tutto: dalla panchina, alle divise, fino al muso delle navi-traghetto. In 10 anni abbiamo restaurato i nostri convogli in maniera filologica”.

Un’attenzione meticolosa e maniacale per il dettaglio quella di Treni Turistici Italiani, che ha portato alla realizzazione del più grande portfolio di treni storici d’Europa. “Gestiamo un patrimonio di 500 mezzi storici, composto da treni di tutti i tipi: locomotive a vapore e carrozze con le panche in legno o con i sedili in velluto degli anni ‘30; le littorine, che hanno velocizzato i collegamenti; gli elettrotreni rapidi di lusso, come il Settebello, l’Arlecchino e il Marco Polo; fino ad arrivare a quel prodotto vintage che sono le carrozze con letti e cuccette a compartimenti”.

Il ritorno del Siracusa-Lourdes

Parallelamente all’ambizioso progetto ricettivo, continua l’impegno sul fronte puramente ferroviario. A fine giugno debutterà sui binari il primo treno scoperto e “il 22 luglio lanceremo il Siracusa-Lourdes, un viaggio che fa capire veramente che cos’è un treno turistico”, riferisce l’ad.

“È un treno che da Siracusa arriva a Catania, dove si vede l’Etna - prosegue Cantamessa -. Sta fermo a Messina, perché viene scomposto e imbarcato sul traghetto di Fs. In Calabria viene ricomposto con la sezione che arriva da Palermo e poi 15 lunghissime carrozze percorrono tutto il Tirreno, raccolgono i fedeli e a Ventimiglia si fermano un’altra ora, mentre lo speaker annuncia la fine della rete ferroviaria italiana. Qui arrivano le ferrovie francesi Sncf con la loro locomotiva in stile francese e il viaggio è un altro film, perché la notte passa e la mattina si è davanti ai Pirenei”.

Un viaggio che è qualcosa di più di un semplice spostamento. “Noi vendiamo un’esperienza vera - rimarca Cantamessa -, perché il treno turistico/storico è un convoglio che non circola più, è un treno dove il finestrino si apre ancora e la testa può uscire e dove probabilmente riesci a vedere la chiesa dove sei stato battezzato, se torni a casa. E’ un treno che ti fa sentire orgoglioso di essere italiano e non è un viaggio per ricchi”.

Ti è piaciuta questa notizia?

Condividi questo articolo