Granzotto, Faita: “Necessarie politiche pubbliche per l’open air”

“Sono necessarie politiche pubbliche che riconoscano le specificità dell’open air favorendo la riqualificazione delle strutture, com’è avvenuto nei recenti interventi del Governo per la semplificazione paesaggistica”. Così Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping, al Forum Open Air 2026 di Roma. Fra i temi affrontati nella due giorni, organizzata da Faita Federcampeggi in collaborazione con Crippaconcpt, le leggi che regolamentano il settore, dalla semplificazione catastale alla prevenzione degli incendi, per proseguire con i temi legati all’innovazione, dal digitale all’intelligenza artificiale, fino al sostegno agli investimenti.

“Fondamentale - ha aggiunto Granzotto - è anche valorizzare l’evoluzione del campeggio tradizionale: va in questo senso il bando GreenTour che, sostenendo interventi di efficientamento energetico e innovazione, contribuisce a migliorare sostenibilità, qualità dell’accoglienza e competitività delle imprese”.

Le cifre del settore

Le strutture all’aria aperta (camping e villaggi turistici) in Italia sono circa 2600 e hanno una potenzialità, in termini di capacità, di oltre 1,3 milioni di posti letto al giorno. L’open air, con circa 74 milioni di presenze nel 2025 (dato comprensivo delle presenze stimate di ospiti stanziali non computati nel calcolo Istat) rappresenta la seconda modalità, nonché il segmento a maggiore vivacità, dopo gli alberghi. Il trend del settore è risultato costantemente positivo e la classifica dei Paesi di provenienza dei turisti open air elaborata per Faita dalla piattaforma HBenchmark vede ai primi posti la Germania (che pesa per il 43,3% sul totale degli ospiti), l’Italia (28,6%), i Paesi Bassi (6,7%) e l’Austria (5,3%).

In Italia in media l’open air nel 2026 registra un incremento di presenze compreso fra l’1 e il 2% rispetto al 2025 (dato HBenchmark e Centro Studi Faita) e in questo 2026 si è assistito all’apertura di nuove strutture anche al di fuori dei circuiti tradizionali: il fenomeno riguarda campeggi e villaggi inaugurati a ridosso dei centri storici e delle località termali.

Le imprese open air stanno, inoltre, investendo molte risorse sull’innovazione dei servizi, sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità e sull’accessibilità. Lo ha sottolineato Roberto Vitali di Village For All, il network che promuove il diritto alla vacanza e all’ospitalità senza barriere analizzando e certificando con sopralluoghi sul campo il livello di accessibilità di villaggi, campeggi e destinazioni turistiche. “Il potenziale annuo del turismo accessibile in Italia è di circa 27 miliardi di euro, a fronte di circa 1,3 miliardi realizzati - ha spiegato Vitali - e l’accessibilità è un vantaggio competitivo da pianificare”. Anche in virtù del fatto che la popolazione invecchia e, è emerso dal Forum, la maggior parte dei nuovi viaggiatori ha più di 65 anni.

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