Anni di numeri in crescita. Oltre 20 milioni di visitatori nel 2025 e una previsione di un +20% per il 2026. La capacità di presentarsi come una destinazione autentica e la difesa di questa sua autenticità, che passa anche attraverso un’identità urbana unica al mondo. E poi l’attesa dell’America’s Cup, che metterà sotto gli occhi del mondo la città, la sua bellezza ma anche la capacità di rispondere alle sfide. Napoli è diventata un vero hub del turismo nel Mezzogiorno e l’assessora Teresa Armato, che guida il turismo nella Giunta cittadina, racconta sul nuovo TTG Today - in distrubuzione e online nella digital edition - come si è raggiunto questo successo e quali sono le sfide del futuro.
Il 2025 si è chiuso bene per la città. Ci dà qualche numero relativo ad arrivi e presenze?
Il 2025 è stato straordinario. Abbiamo registrato ancora un record, superando i 20 milioni di visitatori nell’anno delle celebrazioni per i 2.500 anni dalla fondazione della città e per il quarto scudetto. È un risultato che conferma la forza attrattiva di Napoli e la solidità del percorso avviato dall’amministrazione comunale negli ultimi tre anni.
Chi sono i turisti che scelgono Napoli? E come arrivano in città?
Amata in particolare dai Millenials e dalle famiglie, Napoli è ormai una destinazione turistica a tutto tondo, capace di attrarre sia il pubblico italiano (68%) sia quello internazionale. Fra i mercati, i principali sono Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti, ma crescono Polonia, Svizzera e Paesi Bassi. Significativa la presenza da Hong Kong e Romania. I motivi della scelta sono chiari: un’offerta culturale di qualità, grandi eventi musicali e sportivi e un’identità urbana unica. Capodichino fa numeri altissimi, ma anche i dati dei bus di lunga percorrenza e le ferrovie raccontano di tanti italiani che arrivano a Napoli. I crocieristi che passano un solo giorno in città poi decidono di ritornare per una permanenza più lunga.
Il 2026 sarà l’anno delle pre-regate dell’America’s Cup. Come si sta preparando la città? Avete stime sull’impatto economico e d’immagine?
Il Golfo di Napoli ospiterà le pre-regate nel luglio 2026, un vero antipasto dell’America’s Cup 2027. Parliamo di un evento di rilevanza mondiale, destinato a generare ricadute di medio-lungo periodo su tutta la città, con un’attenzione particolare all’area di Bagnoli. Le stime del Centro Studi Unimpresa parlano di oltre 1,5 milioni di visitatori nei due mesi dell’evento, impatto economico di circa 700 milioni di euro, forte spinta al turismo internazionale, all’occupazione e agli investimenti. Il vero valore della Coppa America consiste nella riqualificazione di aree strategiche come Bagnoli, un posizionamento stabile di Napoli tra le capitali europee dei grandi eventi e un aumento strutturale dell’attrattività turistica negli anni successivi. Siamo pronti, Napoli oggi parla la lingua delle infrastrutture che migliorano, dei servizi che crescono, dei conti in ordine e delle sfide internazionali vinte. Un momento d’oro che non nasce per caso, ma dal lavoro di un’amministrazione che ha scelto di unire rigore, inclusione e visione.
Sono previsti interventi infrastrutturali per migliorare la fruizione?
Sì, e sono già in corso. Stiamo sviluppando un’app unica turistico-culturale, installando infopoint digitalizzati e bagni fissi automatizzati, anche grazie a fondi ministeriali. Inoltre, una task force interassessorile, voluta dal sindaco Manfredi, da tre anni sta potenziando servizi fondamentali come accoglienza, pulizia, sicurezza e mobilità pubblica. È un lavoro strutturale, non emergenziale.
Dopo un 2025 così forte, quali sono le previsioni per il 2026? E come gestirete flussi che saranno inevitabilmente in aumento?
Il 2026 si preannuncia come un altro anno di grande crescita...
L’intervista completa sul nuovo TTG Today, disponibile nella digital edition a questo link