Isnart, nasce la prima Carta nazionale della sostenibilità delle destinazioni con siti Unesco

Salvare la grande bellezza italiana dagli effetti distorti del suo stesso successo. È questa la sfida al centro della neonata “Carta Nazionale della Sostenibilità delle Destinazioni che ospitano un sito Unesco”, uno strumento, elaborato da Isnart, per guidare le destinazioni verso modelli di sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio culturale, le comunità locali e i sistemi di filiera.

La Carta, presentata a Treviso durante l’evento “Quando la sostenibilità incontra il patrimonio. I beni Unesco e lo sviluppo turistico a misura di territorio”, si pone come framework di coordinamento per l’allineamento delle politiche territoriali di sostenibilità ai principi Unesco, con l’obiettivo di fornire strumenti condivisi per analizzare e migliorare la sostenibilità delle destinazioni turistiche.

Loretta Credaro, presidente Isnart, ha dichiarato: “La Carta nasce dai territori è il risultato di un lavoro costruito nel tempo, insieme ai territori e alle Camere di Commercio del network Mirabilia. La volontà è stata quella di tracciare la strada per l’elaborazione di una Carta nazionale che sia cornice e base per dotare ciascuna destinazione ‘dotata’ di un bene Unesco di una propria carta della sostenibilità, basata su pilastri comuni alle altre realtà”.

Il successo del turismo culturale

Il numero di turisti culturali è in continua crescita: la cultura, per il quarto anno consecutivo, risulta la prima motivazione di visita degli stranieri nel nostro Paese, muove da sola il 45% di visitatori internazionali. Contemporaneamente nei siti Unesco l'aumento dei visitatori è del 14,87%.

Una crescita sostanziale che va, però, guidata per costruire modelli di sviluppo turistico sostenibile capaci di valorizzare il patrimonio, conciliandolo con la qualità della vita delle comunità residenti e l’identità dei luoghi.

Le linee guida della Carta

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla governance territoriale che deve lavorare in modo integrato, analizzata attraverso indicatori che permettono di monitorare aspetti come la pressione turistica, il consumo di suolo, la qualità ambientale, l’occupazione, la vitalità delle imprese culturali, l’accessibilità, l’inclusione sociale e la percezione dei visitatori.

La Carta traccia un percorso di miglioramento progressivo, basato sulla condivisione di dati, strumenti e buone pratiche. In questo contesto un ruolo centrale è affidato alle Camere di Commercio del Progetto Speciale Mirabilia, chiamate a favorire il coordinamento territoriale, sempre con un orizzonte che guardi alle generazioni future.

Lucas Pavanetto, vicepresidente Regione Veneto nonché assessore al turismo, ha portato l’esempio della propria regione: “Il Veneto è una delle grandi destinazioni turistiche europee e proprio per questo ha il dovere di guidare il cambiamento verso un modello di crescita più equilibrato e sostenibile. Oggi l’80% delle presenze turistiche nella nostra regione si concentra in appena 20 località: un dato che ci dice con chiarezza che la sfida è distribuire meglio le opportunità. Dobbiamo accompagnare i visitatori alla scoperta di un Veneto più ampio, fatto anche di luoghi meno conosciuti ma non meno straordinari, di borghi, territori interni, paesaggi culturali e comunità che custodiscono identità autentiche”.

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