Rimini Tourism
Revolution: verso
un nuovo modello

‘Cambiare modello per cambiare destino’. Questo lo slogan che ha fatto da sfondo a ‘Rimini Tourism Revolution’, la giornata di confronto promossa dalla Fondazione Piano Strategico, che ha riunito oggi nella città romagnola operatori pubblici e privati per dare forma a una visione strategia per il futuro del turismo riminese.

Ad aprire l’evento il direttore responsabile di TTG Italia, Remo Vangelista, che nel corso del suo intervento ‘Il turismo sta cambiando. E noi?’ ha delineato le evoluzioni del mercato turistico e dell’ospitalità, in un contesto segnato dai conflitti.

Uno scenario, quello attuale, che “dovrebbe favorire un turismo di prossimità, portando gli europei a rimanere in Europa”, ha sottolineato, ma che vede al contempo la filiera del turismo fare i conti con “una comunicazione in alcuni momenti fuori controllo. C’è un allarmismo molto diffuso - ha continuato Vangelista - e a questo gli operatori devono prestare molta attenzione”.

Il direttore di TTG ha rimarcato inoltre come la partita del turismo italiano si debba giocare sull’autenticità: “Autenticità è onestà - ha rimarcato -. Non bisogna avere paura di mostrarsi come si è: i turisti, soprattutto gli stranieri, apprezzano”.

  • Remo Vangelista, direttore responsabile di TTG Italia

L’analisi della Fondazione Piano Strategico

La giornata di lavori è proseguita con la presentazione di ‘Rimini, anatomia di un cambiamento necessario’, analisi realizzata dalla Fondazione Piano Strategico, che ha ripercorso le tappe della storia turistica della città, mettendo in evidenza le potenzialità da sfruttare per lo sviluppo della destinazione.

“È chiaro ed evidente - ha evidenziato il presidente della Fondazione Piano Strategico, Maurizio Ermeti - che esiste un tema di governance nel turismo. E non si può fare innovazione, se non si mette a punto il coordinamento. La filiera deve lavorare tutta insieme - ha esortato -. Deve esserci una catena di produzione che funziona e l’obiettivo di questo percorso è far sì che la governance funzioni al meglio”.

Ermeti ha richiamato inoltre il mondo della ricettività a uno scatto di mentalità, per rimanere competitivi: “Se l’albergatore non cambia la sua visione, si troverà di fronte a un mondo del turismo che cambia e che potrebbe girargli le spalle”.

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