I numeri sono inequivocabili: Capri rafforza il proprio ruolo come principale destinazione del turismo balneare di lusso in Italia e si consolida nella top 5 europea. Tra aprile e settembre 2026, secondo di dati GlobalBlue, la spesa tax free sull’isola è cresciuta dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente confermando Capri come quarta destinazione italiana per contribuzione ai volumi tax free totali nel periodo, dietro solo a Milano, Roma e Firenze.
A sostenere lo sviluppo sono stati sia l’aumento degli shopper internazionali (+7%), oltre tremila in più rispetto al 2025, sia l’incremento della loro spesa media, salita a 2.800 euro (+4%). Interessante il dato riguardante la stagionalità; se i mesi centrali dell’estate hanno registrato un aumento più contenuto della spesa (+4%), tra aprile e maggio la crescita è stata del 39%, mentre settembre ha registrato un ulteriore incremento del 18%, confermando il progressivo allungamento della stagione.
“I numeri confermano la forza di Capri come meta turistica e dello shopping - commenta Marco Cavalli, commercial director Italy di Global Blue -. Per questo, anche quest’anno abbiamo voluto investire sulla destinazione mantenendo la nostra Lounge, ormai entrata a far parte della shopping journey del turista internazionale sull’Isola e in grado di garantire supporto lungo tutta la procedura tax free post-acquisto”.
“Nel corso della stagione - aggiunge - abbiamo accolto oltre 15mila turisti, metà dei quali visitava Capri per la prima volta e, tra questi, nove su dieci ci hanno dichiarato l’intenzione di tornare. Si tratta di shopper per cui il Tax Free rappresenta un elemento determinante nelle decisioni d’acquisto: per il 60% ha contribuito ad aumentare il valore della spesa, mentre per il 34% è stato decisivo per concludere l’unico acquisto effettuato”.
Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato per Capri, con il 55% della spesa complessiva generata sull’Isola e una crescita dell’11% rispetto al 2025. Dietro agli Usa emerge il dinamismo dei mercati latinoamericani, che insieme rappresentano il 10% della spesa tax free e registrano una crescita del 15%. Il mercato arabo (9%), nonostante le tensioni geopolitiche, non arretra, grazie a un aumento del 47% della spesa media per shopper, che arriva a toccare i 6.200 euro. Continua a crescere la domanda britannica, mentre si evidenziano risultati positivi anche dal mercato cinese, la cui spesa aumenta del 34%.